Biografia
Ventisettesimo patriarca buddhista, allievo di Punyamitra e maestro di Bodhidharma.
Benché generalmente ritenuto di sesso maschile, ed elencato tra i Patriarchi Zen (tutti uomini), è possibile che si trattasse di una donna. Il suo nome infatti, è una crasi di due divinità e bodhisattva di sesso femminile, Prajñāpāramitā e Tara. Non solo la tradizione orale in Kerala e nello Zen Coreano, ma anche Dōgen nello Shōbōgenzō identificano Prajñātāra come una donna. Alcune scoperte archeologiche dimostrano in effetti la presenza a quell’epoca di un famoso insegnante di sesso femminile nell’India del Sud.
Aneddoti
Il seguente aneddoto è tratto dal Denkōroku (Registrazioni della Trasmissione dell’Illuminazione) redatto da Keizan
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Il Maestro Prajñātāra era un uomo dell’India Orientale.
A quel tempo, Punyamitra giunse nell’India Orientale. Il re di quel luogo si chiamava Saldo. Egli venerava un’altra via e considerava il Brahmana Unghie Lunghe come il suo maestro. Quando il Venerabile [Punyamitra] stava per giungere là, il re e il Brahmana [Unghie Lunghe] osservarono entrambi un vapore bianco che collegava il cielo e la terra. Il re disse: «Che tipo di auspicio è questo?» Il Brahmana, sapendo già che il Venerabile [Punyamitra] aveva varcato i confini del regno, e temendo che il favore del re potesse spostarsi verso il monaco buddhista, disse allora: «Questo non è che un presagio dell’arrivo di un demonio. Come potrebbe essere un auspicio?»
Avendo radunato le sue congregazioni di seguaci, [il Brahmana Unghie Lunghe] si consultò con loro, dicendo: «Punyamitra sta per entrare in città. Chi può fermarlo?» I discepoli dissero: «Ciascuno di noi possiede delle incantazioni, per mezzo delle quali possiamo muovere il cielo e la terra, o penetrare nel fuoco e nell’acqua. Cosa potrebbe turbarci?»
Quando il Venerabile [Punyamitra] arrivò, vide un vapore nero intorno alle mura del palazzo e disse: «Solo una piccola difficoltà.» Si recò direttamente dal re. Il re disse: «Cosa sei venuto a fare qui, Maestro?» Il Venerabile [Punyamitra] disse: «Mi adopererò per liberare gli esseri viventi.» [Il re] disse: «Con quale metodo li libererai?» Il Venerabile [Punyamitra] disse: «Li libererò ciascuno secondo la propria natura.»
Udendo queste parole, il Brahmana [Unghie Lunghe] non riuscì a frenare la propria collera. Usò quindi tecniche magiche per evocare una grande montagna sulla testa del Venerabile [Punyamitra]. Il Venerabile [Punyamitra] la indicò, e d’un tratto essa si trovò sulle teste della congregazione [del Brahmana]. Il Brahmana e gli altri, presi dallo spavento, si arresero al Venerabile [Punyamitra]. Il Venerabile [Punyamitra], prendendo a compassione la loro stoltezza, la indicò una seconda volta, e la montagna chimerica scomparve. Egli spiegò quindi al re gli elementi essenziali del dharma, inclinandolo verso il veicolo autentico. Disse anche al re: «In questo paese vi è un saggio che deve succedermi.»
A quel tempo vi era il figlio di un brahmana, poco più che ventenne, che aveva perso i genitori da bambino e non conosceva il proprio nome né la propria famiglia. A volte si riferiva a se stesso come «Diadema». Perciò la gente lo chiamava «Giovane Diadema». Trascorreva le giornate vagabondando per la campagna praticando la questua. Era dello stesso tipo di Mai-Sprezzante2. Quando la gente gli chiedeva: «Perché le tue azioni sono così urgenti?» egli rispondeva: «Perché le vostre azioni sono così pigre?» Oppure, quando gli chiedevano: «Qual è il tuo casato?» diceva: «Lo stesso casato vostro.» Nessuno sapeva il perché.
In seguito, il re e il Venerabile [Punyamitra] uscirono sullo stesso carro. Quando videro il Giovane Diadema inchinarsi a terra dinanzi a loro, il Venerabile [Punyamitra] disse: «Ti ricordi delle cose passate?» … e così via, fino a … «corrisponde senza dubbio alle cause del passato.» Il Venerabile [Punyamitra] disse anche al re: «Questo ragazzo non è altri che il Bodhisattva Mahāsthāmaprāpta. Tra i seguaci di questo saggio appariranno due persone. Una convertirà la gente nell’India del Sud, e l’altra ha un legame karmico con Cīnasthāna3. Entro quattro o cinque anni, vorrà fare ritorno in questa regione.» Ebbene, in ragione delle cause del passato, egli [Punyamitra] lo chiamò Prajñātāra.
Note
1 L’espressione “sutra profondissimi” è usata per descrivere un certo numero di testi appartenenti al genere dei sutra della perfezione della saggezza, incluso il Grande Sutra della Perfezione della Saggezza. ↩
3 Il riferimento è al ventottesimo patriarca, Bodhidharma, il quale era destinato a trasmettere il lignaggio Chan/Zen in Cina. ↩