Dal Dizionario
Magadha
Pronunce
Il più grande dei sedici stati (mahājanapada) che fiorirono nell’India settentrionale tra il sesto e il terzo secolo a.e.v. Come descritto nelle fonti pāli, la sua capitale era Rājagaha (S. Rājagṛha) e, durante la vita del Buddha, fu governata dal re Bimbisāra e da suo figlio usurpatore Ajātasattu (S. Ajātaśatru), entrambi divenuti patroni del buddhismo.
Il fiume Gange (Gaṅgānadī) segnava il confine tra Magadha e la potente confederazione dei Licchavi. A partire da Bimbisāra, la forza relativa di Magadha rispetto ai vicini crebbe costantemente per diversi secoli. Ajātasattu annesse il regno di Kosala (S. kośala) con l’aiuto dei Licchavi, dopo di che li ridusse a vassalli. La capitale di Magadha fu spostata da Rājagaha a Pāṭaliputta (S. pāṭaliputra) qualche tempo dopo Ajātasattu, e in seguito divenne la sede di governo dell’impero Maurya. L’apice dell’influenza di Magadha fu raggiunto nel terzo secolo a.e.v. durante il regno dell’imperatore Asoka (S. aśoka), quando l’autorità di Pāṭaliputta si estendeva nell’India settentrionale dal Bengala a est, all’Afghanistan a ovest, fino ai confini del Tamil Nadu a sud. Magadha è stato descritto come il luogo di nascita del buddhismo, e la sua lingua come la lingua del Buddha. Il buddhismo nella regione ricevette il suo maggiore impulso durante il regno di Asoka, le cui iscrizioni indicano che egli promosse la religione in tutto il suo impero. Le raffigurazioni successive di Asoka che appaiono nelle fonti pāli lo ritraggono come esclusivo nel suo patrocinio del buddhismo, sebbene i suoi stessi editti indichino che egli concesse sostegno regale anche ai brahmani e alle sette non buddhiste degli śramaṇa.
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