Sebbene sia molto breve, il Sutra del Cuore contiene il principio più fondamentale del Buddhismo. Qual è il principio più fondamentale? Prajñā. Cos’è prajñā? Prajñā, o saggezza reale, è una sorta di capacità intuitiva che sorge nel nostro corpo e nella nostra mente, quando corpo e mente si trovano in uno stato di equilibrio e…
Dal Dizionario
pāramitā
Pronunce
Pāramitā significa in sanscrito “perfezione” ed è una virtù o qualità coltivata e praticata da un bodhisattva nel cammino verso il conseguimento della buddhità. Il termine è talvolta interpretato, per assonanza, come “andato oltre” o “giunto all’altra riva”, ma in realtà sembra derivare dal sanscrito parama, che significa “supremo” o “eccelso”.
L’enumerazione più nota delle pāramitā è quella delle sei perfezioni: la generosità (dāna), la moralità (śīla), la pazienza o sopportazione (kṣānti), lo sforzo o energia (vīrya), la concentrazione meditativa (dhyāna) e la saggezza (prajñā). Esistono tuttavia anche liste di dieci perfezioni.
Nel Mahāyāna, in particolare nel Daśabhūmikasūtra, le dieci pāramitā comprendono le sei precedenti, alle quali si aggiungono il metodo o abilità nei mezzi (upāya), il voto (praṇidhāna), il potere spirituale (bala) e la conoscenza (jñāna). Si spiega che il bodhisattva perfeziona queste qualità in ordine progressivo lungo i dieci stadi o terre del cammino (bhūmi): la generosità nel primo stadio, la moralità nel secondo, e così via.
Nelle fonti pāli, dove le perfezioni sono chiamate pāramī, l’elenco delle dieci comprende: la generosità (dāna), la moralità (sīla), la rinuncia (nekkhamma), la saggezza (paññā), lo sforzo (viriya), la pazienza (khanti), la veridicità (sacca), la determinazione (adhiṭṭhāna), la benevolenza amorevole (mettā) e l’equanimità (upekkhā). La pratica continuata di queste perfezioni nel corso delle molte vite del bodhisattva matura infine nel pieno risveglio.
Il significato preciso delle pāramitā e il modo in cui esse si distribuiscono tra l’accumulazione di merito (puṇya) e l’accumulazione di saggezza (jñāna) sono oggetto di ampie discussioni dottrinali. Secondo una interpretazione delle sei perfezioni, la generosità, la moralità e la pazienza contribuiscono all’accumulazione di merito; la concentrazione e la saggezza all’accumulazione di saggezza; mentre lo sforzo contribuisce a entrambe. Alcuni interpreti sostengono inoltre che queste virtù divengano vere “perfezioni” solo quando sono praticate alla luce della comprensione della vacuità (śūnyatā), ad esempio donando senza attaccamento all’idea di donatore, dono o destinatario.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"