La vita quotidiana è un’opportunità, un luogo in cui possiamo tornare all’unità e manifestare il tempo eterno; ma questo è un grande progetto per noi. Giorno dopo giorno dobbiamo scendere nel fango dell’illusione per manifestare il tempo eterno. L’illusione significa smarrirsi dalla purezza dell’unità e vedere gli esseri in termini di separazione. Con l’espressione di Dōgen Zenji, questo si chiama «entrare nel fango e nell’acqua».
Dal Dizionario
tichang
Pronunce
In cinese, “conferenza”: un tipo di discorso associato in modo particolare alla scuola chan e ampiamente noto in Occidente con la pronuncia giapponese teishō; detto anche tigang (J. teikō, K. chegang) o tiyao (J. teiyō, K. cheyo). Tali conferenze, spesso tenute in un linguaggio colloquiale, miravano a indicare il senso principale di una tradizione, di un testo o di un “caso” (gong’an) chan, facendo uso del peculiare gergo chan e citando ampiamente la letteratura chan e le scritture buddhiste. I maestri chan potevano anche tenere una serie sequenziale di conferenze su ciascuno dei casi chan contenuti in una raccolta più ampia di gong’an, come il biyan lu o il wumen guan. Tali conferenze erano talvolta tenute in concomitanza con la procedura formale dell'”ascesa alla sala” (shangtang); il termine può anche riferirsi ai commenti esplicativi del maestro riguardo alle domande che i visitatori potevano porre nel corso di una conferenza formale. La conferenza tichang è la controparte chan delle esposizioni degli insegnamenti buddhisti tenute dai conferenzieri nelle scuole dottrinali, ma con un maggior ricorso ai materiali chan piuttosto che ai materiali commentariali e scritturali. Il termine fu ampiamente usato nella tradizione chan soprattutto a partire dalla dinastia Song. Sebbene il termine compaia solo raramente in codici chan come il baizhang qinggui (“Regole pure di Baizhang”) e il chanyuan qinggui (“Regole pure del giardino chan”), queste fonti descrivono le procedure generali da seguire nel tenere tale conferenza. Il Liezu tigang lu in quarantadue rotoli (“Registro delle conferenze dei patriarchi successivi”, con il termine alternativo tigang), compilato dal maestro chan della dinastia Qing Daiweng Xingyue (1619-1684), raccoglie circa quattrocento conferenze di maestri cinesi tenute in varie occasioni speciali, come il compleanno o i funerali dell’imperatore regnante, e in concomitanza con le funzioni quotidiane.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"