Dal Dizionario
upāsikā
Pronunce
In sanscrito e pāli, “discepola laica [femminile]”: una buddhista laica che prende i tre rifugi (triśaraṇa) e osserva i cinque precetti fondamentali (pañcaśīla): (1) non uccidere, (2) non rubare, (3) non commettere cattiva condotta sessuale, (4) non mentire e (5) non assumere sostanze intossicanti.
Questi precetti sono intesi come osservanza quotidiana; nei giorni di luna piena e di luna nuova (upoṣadha; pāli uposatha) si osservano inoltre altri tre precetti, per un totale di otto precetti laici: (6) non mangiare in orari inappropriati (generalmente inteso come dal mezzogiorno all’alba successiva); (7) non danzare, cantare, suonare musica, assistere a spettacoli né adornare il corpo con ghirlande, profumi o cosmetici; e (8) non dormire su letti alti o lussuosi.
Durante i giorni di luna piena e di luna nuova, anche il voto di non commettere cattiva condotta sessuale viene interpretato come astinenza sessuale completa. Il termine è spesso tradotto semplicemente come “laica”, ma, dato il livello di impegno religioso richiesto, “discepola laica [femminile]” è una resa più accurata. Vedi anche mae chi e śikṣāpada.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"
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