[ Kyōgen Chikan ]

Xiangyan Zhixian

香嚴智閑
Maestro Zen Luce Armoniosa
820 898
(78 anni)

Informazioni

Biografia

XIANGYAN ZHIXIAN (Cinese Tradizionale: 香嚴智閑; Wade-Giles: Hsiang-yen Chih-hsien; Pinyin: Xiāngyán Zhìxián; Giapponese: Kyōgen Chikan) fu discepolo di Guishan. Proveniva dall’antica Qingzhou (l’odierna città di Yidu, nella provincia dello Shandong). Estremamente intelligente e arguto, Xiangyan studiò dapprima sotto Baizhang, ma non riuscì a penetrare il cuore dello Zen. Dopo la morte di Baizhang, Xiangyan studiò sotto Guishan. Nonostante la sua intelligenza, non riuscì a realizzare il significato inteso dal suo maestro. Anni dopo, con la mente ormai lontana dai suoi precedenti confusi tentativi di raggiungere ciò che credeva fosse l’illuminazione, Xiangyan realizzò la grande via. Il passo seguente è tratto dalla Trasmissione della Lampada.

Aneddoti

1

Un giorno, Guishan disse a Xiangyan: «Non ti sto chiedendo ciò che è riportato nelle scritture, né ciò che vi si può apprendere! Devi dire qualcosa risalente al tempo prima della tua nascita, prima che tu potessi distinguere gli oggetti. Voglio mettere per iscritto ciò che dirai».

Xiangyan era confuso e incapace di rispondere. Rimase seduto in profonda riflessione per qualche tempo, poi mormorò alcune parole per spiegare la propria comprensione. Ma Guishan non le accettò.

Xiangyan disse: «Allora vorrebbe il maestro spiegarlo?»

Guishan disse: «Ciò che potrei dire sarebbe soltanto la mia comprensione. In che modo potrebbe giovare alla tua visione?»

Xiangyan tornò nella sala dei monaci e frugò tra i libri che aveva raccolto, ma non riuscì a trovare una sola frase che potesse servire a rispondere alla domanda di Guishan.

Xiangyan allora sospirò e disse: «Un’immagine di una torta non può saziare la fame».

Bruciò quindi tutti i suoi libri e disse: «In questa vita non studierò la dottrina essenziale. Diventerò semplicemente un comune monaco mendicante, e non applicherò più la mia mente a questo».

Xiangyan lasciò Guishan in lacrime. Si mise poi in viaggio e finì per risiedere a Nanyang, presso la tomba del Maestro Nazionale Nanyang Huizhong . Un giorno, mentre Xiangyan stava falciando l’erba, un frammento di tegola venne scagliato in aria e colpì uno stelo di bambù. All’udire il suono della tegola che colpiva il bambù, Xiangyan sperimentò all’istante una vasta illuminazione.

Xiangyan allora si bagnò e accese dell’incenso. Inchinandosi in direzione di Guishan, disse: «La grande compassione del maestro supera quella dei propri genitori! Se allora me lo avesse spiegato, come avrebbe potuto accadere tutto questo?»

Xiangyan scrisse allora un verso:

Un colpo e ogni conoscenza è dimenticata.

Non più la mera parvenza della pratica.

Trasformato per sostenere l’antico sentiero,

Non affondato in vani espedienti.

Ovunque, non resta traccia.

Il grande scopo giace oltre suono e forma.

In ogni direzione la Via realizzata,

Oltre ogni parola, il principio ultimo.1

Xiangyan dispose quindi che un monaco portasse il verso a Guishan e lo recitasse.

Nell’udirlo, Guishan disse a Yangshan: «Questo discepolo ha penetrato!»

Yangshan disse: «Questa è una buona rappresentazione della funzione della mente. Ma aspettate, andrò io stesso a verificare la realizzazione di Xiangyan».

In seguito Yangshan incontrò Xiangyan e disse: «Il maestro Guishan ha lodato la grande questione del tuo risveglio. Cosa dici a testimonianza di ciò?»

Xiangyan recitò allora il verso precedente.

Yangshan disse: «Questo verso potrebbe essere composto a partire dalle cose che hai studiato in precedenza. Se hai avuto una genuina illuminazione, allora di’ qualcos’altro per dimostrarlo».

Xiangyan compose allora un verso che diceva:

La povertà dell’anno scorso non era vera povertà.

La povertà di quest’anno è finalmente povertà autentica.

Nella povertà dell’anno scorso vi era ancora terra dove potevo piantare la mia zappa,

Nella povertà di quest’anno, non rimane nemmeno la zappa.

Yangshan disse: «Ammetto che hai realizzato lo Zen dei Tathagata. Ma quanto allo Zen degli Antenati, non l’hai visto nemmeno in sogno».

Xiangyan compose allora un altro verso che diceva:

Ho una funzione.

Si vede in un batter d’occhio.

Se altri non la vedono,

Non possono comunque chiamarmi un novizio.

Quando Yangshan udì questo verso, riferì a Guishan: «È meraviglioso! Xiangyan ha realizzato lo Zen degli Antenati!»

2

Quando Xiangyan assunse la carica di abate, Guishan gli inviò un messaggio insieme a un bastone.

Quando Xiangyan li ricevette esclamò: «Cieli azzurri! Cieli azzurri!»

Un monaco chiese: «Perché il maestro si comporta così?»

Xiangyan disse: «A causa di una luna malvagia e di erbacce rigogliose».

3

Il maestro Zen Xiangyan entrò nella sala e si rivolse ai monaci, dicendo: «La Via si consegue per mezzo dell’illuminazione e non si trova nelle parole. È misteriosa e maestosa, senza la minima incrinatura. Non affaticate la vostra mente! Volgete semplicemente la luce verso l’interno. Quei discepoli che ogni giorno impiegano ogni sforzo per realizzare l’illuminazione sono soltanto arretrati e confusi».

4

Un monaco chiese: «Qual è la grande condizione di Xiangyan?»

Xiangyan disse: «Non concimate i fiori e gli alberi».

5

Un monaco chiese: «Cos’è un “sindhava”?»2

Xiangyan colpì la piattaforma di meditazione e disse: «Vieni qui!»

6

Xiangyan entrò nella sala e si rivolse ai monaci, dicendo: «Parlando di questo, potreste paragonarlo a una persona che è salita su un albero e si aggrappa a un ramo, sorretta soltanto dai denti. I suoi piedi pendono liberi, così come le sue mani. Improvvisamente qualcuno da terra gli grida: “Qual è il significato della venuta del Primo Antenato da occidente?” Non rispondere non è accettabile, ma se risponde cadrà, perdendo così la vita. In questo preciso istante, cosa può fare?»

In quel momento un monaco di nome Zhao Testa di Tigre uscì dalla congregazione e si rivolse a Xiangyan, dicendo: «Lasciando da parte la questione della cima dell’albero, chiedo al maestro di commentare la situazione prima di salire sull’albero».

Xiangyan allora rise: «Ah, ah».

7

Il maestro Zen Xiangyan aveva un verso che diceva:

Il pulcino becca dall’interno, la chioccia dall’esterno.

Il pulcino si libera attraverso il guscio.

Quando chioccia e pulcino sono entrambi scomparsi,

La funzione non è andata smarrita.

Cantando lo stesso canto,

La voce mistica prosegue solitaria.

A tutti i suoi discepoli, Xiangyan impartì i propri insegnamenti in maniera chiara e diretta. Lasciò più di duecento versi come questo, composti per rispondere alle situazioni che incontrava. Questi versi privi di metro furono popolari in tutto il paese.

Xiangyan ricevette il nome postumo di «Maestro Zen Luce Armoniosa».

Note


1 Questo passo è tratto dalla Trasmissione della Lampada.


2 Sindhava è un antico termine Zen derivato dal sanscrito, applicato a un adepto Zen o a uno studente Zen esperto di comprensione avanzata.