Biografia
YAOSHAN WEIYAN (Cinese Tradizionale: 藥山惟儼; Wade-Giles: Yao-shan Wei-yen; Pinyin: Yàoshān Wéiyǎn; Giapponese: Yakusan Igen) era uno studente di Shitou Xiqian. Era originario dell’antica Taozhou (oggi la città di Xinjiang nella provincia dello Shanxi). Lasciò la vita domestica all’età di diciassette anni per entrare nella congregazione del maestro Zen Xishan Huizhao. In seguito, un maestro del Vinaya di nome Xicao ordinò Yaoshan sul Monte Heng. Studente diligente, Yaoshan padroneggiò i sūtra e gli śāstra e aderì scrupolosamente alle regole del Vinaya. Alla fine, però, si stancò delle osservanze ripetitive e minuziose del Vinaya e decise di trovare un nuovo maestro. Si recò dapprima da Shitou Xiqian, che allora risiedeva sul Monte Heng.
Aneddoti
1
Yaoshan si recò dapprima dal maestro Shitou Xiqian. Gli chiese: «Ho una comprensione generale dei tre veicoli e delle dodici divisioni delle scritture. Ora voglio scoprire qualcosa riguardo all’insegnamento meridionale del puntare direttamente alla mente, vedere la propria natura e diventare un buddha. In verità, non ho chiarezza su questo insegnamento e chiedo la compassionevole istruzione del maestro.»
Shitou disse: «Non puoi ottenerlo in questo modo. Non puoi ottenerlo non in questo modo. Cercando di ottenerlo in questo modo o non in questo modo, non può essere ottenuto. Che cosa farai, allora?»
Yaoshan era confuso.
Shitou disse allora: «La tua affinità non è in questo luogo. Va’ dal maestro Mazu.»
Yaoshan andò e rese omaggio a Mazu seguendo le istruzioni di Shitou. Pose poi a Mazu la stessa domanda che aveva precedentemente presentato a Shitou.
Mazu disse: «A volte lo insegno alzando le sopracciglia e battendo le palpebre. A volte non lo insegno alzando le sopracciglia e battendo le palpebre. A volte alzare le sopracciglia e battere le palpebre è questo, a volte alzare le sopracciglia e battere le palpebre non è questo. Che cosa farai, allora?»
A queste parole Yaoshan fu illuminato. Si inchinò quindi a Mazu.
Mazu disse: «Quale principio hai osservato che ti fa inchinare?»
Yaoshan disse: «Quando ero dal maestro Shitou, era come una zanzara su un toro di ferro.»
Mazu disse: «Poiché sei così, custodiscilo e sostienilo bene.»
Yaoshan servì poi come attendente di Mazu per tre anni.
Un giorno Mazu gli chiese: «Che cosa hai visto ultimamente?»
Yaoshan disse: «Ho completamente perso la pelle, rimane solo il corpo vero.»
Mazu disse: «Il tuo raggiungimento si può dire che sia in accordo con la mente-corpo, che si diffonde attraverso le sue quattro membra. Poiché è così, dovresti legare le tue cose allo stomaco e andare a viaggiare sulle altre montagne.»
Yaoshan disse: «Chi sono io per parlare di essere a capo di una montagna Zen?»
Mazu disse: «Non è questo che intendo. Chi non ha fatto un lungo pellegrinaggio non può risiedere [come abate]. Non c’è vantaggio nel cercare vantaggio. Non si ottiene nulla cercando qualcosa. Dovresti metterti in cammino e non restare in questo luogo.»
Yaoshan lasciò quindi Mazu e tornò da Shitou.
2
Un giorno, mentre Yaoshan era seduto in meditazione, Shitou gli chiese: «Che cosa stai facendo qui?»
Yaoshan disse: «Non sto facendo nulla.»
Shitou disse: «Allora stai semplicemente sedendo nell’ozio.»
Yaoshan disse: «Se stessi sedendo nell’ozio, starei facendo qualcosa.»
Shitou disse: «Dici che non stai facendo nulla. Che cosa è che non stai facendo?»
Yaoshan disse: «Mille saggi non lo sanno.»
Shitou compose quindi un verso di lode che diceva:
Abitando insieme da lungo tempo, senza conoscerne il nome,
andando avanti così, praticando in questo modo,
da tempi antichi i saggi non lo sanno.
Cercarlo ovunque lo farà ora conoscere?
In seguito Shitou offrì un insegnamento, dicendo: «Le parole non vi si intromettono.»
Yaoshan disse: «Nemmeno il non-parole vi si intromette.»
Shitou disse: «Qui non posso ficcarvi nemmeno un ago.»
Yaoshan disse: «Qui è come se stessi facendo crescere fiori su una roccia nuda.»
Shitou approvò la risposta di Yaoshan.
3
In seguito il maestro risiedette sul Monte Yao nel Lizhou e una moltitudine di studenti vi si radunò.
Per lungo tempo Yaoshan non entrò nel salone a parlare.
Il direttore del tempio gli disse: «I monaci aspettano da lungo tempo che il maestro impartisca loro qualche istruzione.»
Yaoshan disse: «Suonate la campana!»
I monaci si radunarono nel salone.
Yaoshan scese quindi dal seggio del Dharma e tornò negli alloggi dell’abate.
Il direttore del tempio lo seguì e disse: «Maestro, dal momento che aveva acconsentito a parlare ai monaci, perché non ha detto nulla?»
Yaoshan disse: «I sūtra hanno i loro insegnanti di sūtra. Gli śāstra hanno i loro insegnanti di śāstra. Perché siete scontenti di me?»
4
Un monaco disse a Yaoshan: «Ho un dubbio. Chiedo al maestro di risolverlo per me.»
Yaoshan disse: «Aspetta fino a questa sera quando entrerò nel salone a parlare. Allora lo risolverò.»
Quella sera Yaoshan entrò nel salone. Quando l’assemblea fu pronta, disse: «Dov’è il monaco che oggi mi ha chiesto di risolvere il suo dubbio?»
Il monaco si fece avanti e rimase in piedi.
Yaoshan scese dal seggio del Dharma, afferrò il monaco e disse: «Tutti! Questo monaco ha un dubbio!»
Yaoshan rilasciò quindi il monaco e tornò nella sua stanza. (In seguito Xuansha disse: «Dite che ha risolto il dubbio del monaco o no? Se lo ha risolto, dove fu risolto? Se non lo ha risolto, allora dite se i vostri propri dubbi furono risolti quando entrò nel salone.»)
5
Una notte, le lampade rimasero spente mentre i monaci si radunarono per ascoltare Yaoshan parlare.
Yaoshan disse ai monaci: «Ho una sola frase. Ve la dirò quando il toro partorisca un vitello.»
Allora un monaco disse: «Il toro ha partorito un vitello. Perché non lo dici?»
Yaoshan disse: «Portate una lampada!»
Ma il monaco era tornato nell’assemblea e non si vedeva più. (In seguito Yunyan riferì questa storia a Dongshan. Dongshan disse: «Quel monaco era illuminato, ma non avrebbe permesso agli altri di rendergli omaggio.»)
6
Yaoshan chiese a un monaco appena giunto al tempio: «Da dove vieni?»
Il monaco disse: «Dall’Hunan.»
Yaoshan chiese allora: «Il lago Dongting è pieno o no?»
Il monaco disse: «Non è pieno.»
Yaoshan disse: «Di recente è piovuto molto. Perché non è pieno?»
Il monaco non rispose. (In seguito Daowu disse: «È pieno.» Yunyan disse: «Terra chiara e profonda.» Dongshan disse: «In quale eone mai è mancato?» Yunmen disse: «È qui.»)
7
Nel secondo mese [dell’anno 834], il maestro Zen Yaoshan gridò: «Il salone del Dharma sta crollando! Il salone del Dharma sta crollando!»
I monaci afferrarono tutti dei pali e cercarono di puntellare il salone del Dharma.
Yaoshan alzò la mano e disse: «Non capite quello che intendo», e passò oltre. Il maestro aveva ottantaquattro anni e aveva trascorso sessant’anni come monaco. I suoi discepoli costruirono la sua stupa commemorativa sul lato est del salone. Ricevette il nome postumo di «Grande Maestro della Via Vasta». La sua stupa fu chiamata «Città della Trasformazione».