«Monaci, la forma non è il sé. Se la forma fosse il sé, questa forma non si presterebbe al dis-agio. Sarebbe possibile dire riguardo alla forma: “Che la mia forma sia così. Che la mia forma non sia così.” Ma proprio perché la forma non è il sé, questa forma si presta al dis-agio. E non è possibile dire riguardo alla forma: “Che la mia forma sia così. Che la mia forma non sia così.”»
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Pañca Sutta (SN 22:59)
Il Grande Discorso delle Cause
Mahā Nidāna Sutta (DN 15)
Questo è uno dei discorsi più profondi nel Canone Pāli. Offre un trattamento esteso degli insegnamenti del co-sorgere dipendente (paṭicca samuppāda) e del non-sé (anattā) in un contesto delineato da come questi insegnamenti funzionano nella pratica.
Mettere in Moto la Ruota del Dhamma
Dhammacakkappavattana Sutta (SN 56:11)
«Ci sono questi due estremi che non devono essere seguiti da chi ha intrapreso il cammino. Quali due? Quello devoto al piacere sensuale con riferimento agli oggetti sensuali: volgare, comune, ignobile, inutile; e quello devoto all’automortificazione: doloroso, ignobile, inutile. Evitando entrambi questi estremi, la Via di Mezzo realizzata dal Tathāgata—che produce visione, che produce conoscenza—conduce alla calma, alla conoscenza diretta, al risveglio di sé, al Non-Legame.»