Dal Dizionario
nāga
Pronunce
In sanscrito e pāli, «serpente» o «drago» (come in cinese), esseri autoctoni che si dice abitino corpi d’acqua e le radici di grandi alberi, spesso a guardia di tesori lì nascosti. Sono raffigurati iconograficamente con teste e torsi umani, ma con la coda e il cappuccio di un cobra. Abitano un regno sottomarino pieno di magnifici palazzi, e possiedono una vasta gamma di poteri magici, inclusa la capacità di mascherarsi da esseri umani.
I nāga compaiono di frequente nella letteratura buddhista, sia in forme benevole sia in forme malevole. Si dice siano sotto il comando di Virūpākṣa, il dio dell’ovest, e siano custodi del cielo di trāyastriṃśa. Talvolta compaiono nell’assemblea del Buddha, più famosamente nel dodicesimo capitolo del Saddharmapuṇḍarīkasūtra (“Sūtra del Loto”), dove una principessa nāga di otto anni offre una gemma al Buddha. Ella si trasforma istantaneamente in maschio, attraversa i dieci stadi del bodhisattva (bhūmi), e raggiunge la buddhità. Questa scena è talvolta citata come prova che le donne possiedono la capacità di raggiungere la buddhità. Nella storia dell’illuminazione del Buddha, il Buddha è protetto durante un temporale dal nāga Mucilinda. Si dice che il Buddha abbia affidato la Śatasāhasrikāprajñāpāramitā (“Perfezione della Saggezza in Cento Righe”) alla custodia dei nāga sul fondo del mare, da cui Nāgārjuna la recuperò. Si dice che scavare la terra dispiaccia ai nāga, che devono pertanto essere propiziati prima della costruzione di un edificio.
Articoli Correlati
Nessun articolo trovato.