Dal Dizionario

saṃgrahavastu

In sanscrito, tradotto variamente come “terreni su i quali riunire”, “mezzi di conversione” oppure “strumenti di compassione”; nei sūtra del Mahāyāna indica i quattro metodi attraverso i quali i bodhisattva attraggono e mantengono i discepoli. I quattro sono: (1) la generosità (dāna), (2) parole gentili (priyavādita), (3) l’essere di aiuto, cioè insegnare agli altri a realizzare i propri scopi (arthacaryā), e (4) agire in accordo con i propri insegnamenti, ossia la coerenza tra parole e azioni, o forse anche il “bene comune” (samānārthatā). Una descrizione estesa di queste quattro qualità compare nel sedicesimo capitolo del mahāyānasūtrālaṃkāra, importante śāstra mahāyāna che si dice sia stato presentato ad asaṅga dal bodhisattva maitreya nel cielo tuṣita (si veda anche maitreyanātha).

"The Princeton Dictionary of Buddhism"

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Le Terre dei Buddha

Ecco ciò che ho udito:

Una volta, il Buddha si trovava nei Giardini di Āmra nella città di Vaiśālī, accompagnato da una moltitudine di monaci eminenti in numero di ottomila. Vi erano anche trentaduemila bodhisattva, tutti noti all’assemblea, persone che avevano compiuto tutte le pratiche fondamentali della grande saggezza. Sostenuti dalla potenza e dai poteri soprannaturali dei Buddha, accettavano e sostenevano la corretta Legge per custodire la cittadella del Dharma. Sapevano come ruggire il ruggito del leone, e la loro fama risuonava nelle dieci direzioni. Senza attendere che gli venisse chiesto, stringevano amicizia con gli altri e portavano loro conforto. Garantivano la continuità e la prosperità dei Tre Tesori, assicurandosi che questi non venissero mai meno. Conquistavano e soggiogavano la malevolenza dei demoni e mettevano un freno alle dottrine non buddhiste.

菩提薩摩埵四摂法
BODAISATTA SHISHOBO

I Quattro Elementi delle Relazioni Sociali di un Bodhisattva

Il primo è il dono. Il secondo sono le parole gentili. Il terzo sono le azioni benefiche. Il quarto è la cooperazione.

«Il dono» significa non essere avidi. Non essere avidi significa non bramare. Non bramare significa, nel linguaggio comune, non cercare favori. Anche se governassimo i quattro continenti, se volessimo trasmettere l’insegnamento della retta via, dovremmo semplicemente non essere avidi.