[ Daizui Hoshin ]

Dasui Fazhen

大隨法真
878 963
(85 anni)

Informazioni

Biografia

DASUI FAZHEN (Cinese Tradizionale: 大隨法真; Wade-Giles: Ta-sui Fa-chen; Pinyin: Dàsuí Fǎzhēn; Giapponese: Daizui Hoshin) fu un discepolo di Changqing Da’an. Era originario dell’antica Zizhou (ora la città di Santai nella provincia del Sichuan). Si tramanda che abbia conseguito una grande illuminazione ancora in giovane età. Dopo essere divenuto monaco al Tempio di Huiyi, viaggiò a lungo e studiò con i maestri Daowu Yuanzhi, Yunyan Tansheng e Dongshan Liangjie, tra gli altri. Alcune fonti lo descrivono come uno studioso diligente ed erede della linea Zen Guiyang, sebbene sia la Trasmissione della Lampada che il Libro della Serenità lo descrivano come allievo di Changqing Da’an, facendo di Guishan il suo zio nel Dharma. Tornato infine nella nativa Sichuan, soggiornò dapprima al Tempio di Longhuai sul Monte Shankou. In seguito visse per più di dieci anni in un grande albero cavo nel sito di un antico tempio alle spalle del Monte Dasui.

Aneddoti

1

Guishan chiese a Dasui Fazhen: «Sei qui a praticare con me da un po’ di tempo. Perché non mi hai mai posto domande?»

Dasui disse: «Cosa vorreste che chiedessi?»

Guishan disse: «Perché non chiedi: “Cos’è il Buddha?”»

Dasui gli tappò la bocca con la mano di scatto.

Guishan esclamò: «Hai davvero raggiunto il midollo!»

2

Il maestro Zen Dasui entrò nella sala e si rivolse ai monaci, dicendo: «La natura propria è originariamente pura e colma di virtù, ma a causa della purezza e dell’impurità vi è differenziazione. Così l’illuminazione dei santi si è realizzata interamente attraverso la purezza, mentre le illusioni degli uomini comuni sono generate dall’impurità e li trascinano continuamente nel ciclo di nascita e morte.

«Ma l’essenza della purezza e dell’impurità è indifferenziata. Pertanto il Sutra della Grande Perfezione della Saggezza dice: “Non-due, dunque nessuna separazione.”»

3

Un monaco chiese al maestro Zen Dasui: «Quando il fuoco degli eoni divora ogni cosa, questo viene annientato oppure no?»

Dasui disse: «Viene annientato.»

Il monaco disse: «Allora viene annientato insieme a tutto il resto?»

Dasui disse: «Viene annientato insieme a tutto il resto.»

Il monaco non accettò questa risposta. In seguito si recò da Touzi Datong e gli riferì il suo colloquio con Dasui.

Touzi accese dell’incenso e si inchinò davanti alla figura del Buddha, dicendo: «Il Buddha antico del Fiume dell’Ovest è apparso.»1

Poi Touzi disse al monaco: «Dovresti tornare là subito ed espiare il tuo errore.»

Il monaco tornò a trovare Dasui, ma Dasui era già morto. Il monaco tornò allora a trovare Touzi, ma anche Touzi era scomparso.

4

Un monaco chiese a Dasui: «Qual è il segno di un grand’uomo?»

Dasui disse: «Non ha un cartello sullo stomaco.»

5

Dasui chiese a un monaco: «Dove stai andando?»

Il monaco disse: «Vado a vivere da solo sul Monte Ovest.»

Dasui chiese: «Se ti chiamo dalla cima del Monte Est, verrai o no?»

Il monaco disse: «Certo che no.»

Dasui disse: «Non hai ancora raggiunto il “vivere da solo”.»

6

Un monaco chiese: «Quando giunge la grande questione della vita e della morte, allora cosa si fa?»

Dasui disse: «Se c’è tè, si beve il tè. Se c’è cibo, si mangia il cibo.»

Il monaco disse: «Chi riceve questo sostentamento?»

Dasui disse: «Prendi semplicemente la tua ciotola.»

7

Vicino alla capanna di Dasui c’era una tartaruga.

Un monaco chiese: «La maggior parte degli esseri fa crescere le ossa all’interno della pelle. Perché questo essere fa crescere la pelle all’interno delle ossa?»

Dasui si tolse il sandalo di paglia e lo pose sul dorso della tartaruga.

Il monaco non seppe cosa dire.

8

Un monaco chiese: «Qual è il Dharma essenziale di tutti i buddha?»

Dasui alzò il suo hossu e disse: «Capisci?»

Il monaco disse: «No.»

Dasui disse: «Un hossu

9

Dasui alzò il suo bastone e disse: «Da dove è sorto?»

Qualcuno disse: «Dalla causalità.»

Dasui disse: «Che miseria! Che amarezza!»

10

Dasui chiese: «Dove è andato quel monaco?»

Qualcuno disse: «È andato al Monte Emei a venerare Samantabhadra.»

Dasui alzò il suo hossu e disse: «Mañjuśrī e Samantabhadra sono sempre proprio qui.»

11

Un monaco tracciò un cerchio nell’aria e poi fece il gesto di gettarlo dietro di sé. Poi si inchinò. Dasui chiamò il suo attendente perché servisse il tè al monaco.

12

Quando un gran numero di persone si era radunato ad ascoltare Dasui, egli contorse la bocca in una smorfia di dolore e disse: «C’è qualcuno qui che può guarire la mia bocca?»

I monaci gareggiarono nell’offrire rimedi, e quando i laici vennero a sapere della cosa, molti di loro inviarono anch’essi delle pozioni. Ma Dasui le rifiutò tutte. Sette giorni dopo si diede uno schiaffo e fece riprendere alla bocca il suo aspetto normale.

Dasui disse allora: «Queste due labbra non hanno fatto altro che battersi l’una contro l’altra per tutto questo tempo — e fino ad ora nessuno le ha guarite!»

Poi si sedette in posizione eretta e morì.

Note


1 Il Fiume dell’Ovest è un’allusione al Sichuan, la regione in cui viveva Dasui.