I due aspetti cruciali del risveglio del Buddha sono il cosa e il come: a cosa si è risvegliato e come lo ha fatto. Il suo risveglio è speciale perché questi due aspetti sono un tutt’uno.
Rifugio: Introduzione al Buddha Il Dhamma e il Sangha
Rifugio: Introduzione al Buddha Il Dhamma e il Sangha
I due aspetti cruciali del risveglio del Buddha sono il cosa e il come: a cosa si è risvegliato e come lo ha fatto. Il suo risveglio è speciale perché questi due aspetti sono un tutt’uno.
Il 信心銘 (Xìnxīn Míng) è un componimento poetico cinese, tradizionalmente attribuito a 僧璨 (Sēngcàn), il terzo patriarca Chàn (zen) vissuto nel VI secolo. Tuttavia, studi recenti suggeriscono che il testo possa avere origini ancora più antiche.
«Monaci, queste otto condizioni mondane ruotano appresso al mondo, e il mondo ruota appresso a queste otto condizioni mondane. Quali otto? Guadagno, perdita, status, disonore, biasimo, lode, piacere e dolore. Queste sono le otto condizioni mondane che ruotano appresso al mondo, e il mondo ruota appresso a queste otto condizioni mondane.»
Composto da Geshe Langri Tangpa nel XII secolo nel solco della tradizione del Buddhismo Tibetano, gli Otto Versi per la Trasformazione del Pensiero sono uno strumento pensato per lo sviluppo della bodhicitta– il pensiero che aspira all’illuminazione —il cui sorgere è detto segni l’inizio del percorso del bodhisattva.
Allora il Beato disse a Saccaka: «Quelli che hai descritto poco fa come sviluppati nello sviluppo del corpo: quello non è un legittimo sviluppo del corpo nella disciplina dei nobili. Poiché non comprendi lo sviluppo del corpo, da dove potresti comprendere lo sviluppo della mente? Tuttavia, riguardo a come si è non sviluppati nel corpo…
«Monaci, ci sono due tipi di ricerca: la ricerca ignobile e la ricerca nobile. E qual è la ricerca ignobile? È il caso in cui una persona, essendo soggetta essa stessa alla nascita, cerca (la felicità in) ciò che è anch’esso soggetto alla nascita. Essendo soggetta essa stessa all’invecchiamento… alla malattia… alla morte… al dolore……
Il sutta narra gli avvenimenti dell’anno che precedette il parinibbāna (estinzione totale) del Buddha e delle settimane immediatamente successive.
«Monaci, la forma non è il sé. Se la forma fosse il sé, questa forma non si presterebbe al dis-agio. Sarebbe possibile dire riguardo alla forma: “Che la mia forma sia così. Che la mia forma non sia così.” Ma proprio perché la forma non è il sé, questa forma si presta al dis-agio. E…
Questo è uno dei discorsi più profondi nel Canone Pāli. Offre un trattamento esteso degli insegnamenti del co-sorgere dipendente (paṭicca samuppāda) e del non-sé (anattā) in un contesto delineato da come questi insegnamenti funzionano nella pratica.
«Ci sono questi due estremi che non devono essere seguiti da chi ha intrapreso il cammino. Quali due? Quello devoto al piacere sensuale con riferimento agli oggetti sensuali: volgare, comune, ignobile, inutile; e quello devoto all’automortificazione: doloroso, ignobile, inutile. Evitando entrambi questi estremi, la Via di Mezzo realizzata dal Tathāgata—che produce visione, che produce conoscenza—conduce alla calma, alla conoscenza diretta, al risveglio di sé, al Non-Legame.»