Dal Dizionario
amitābha
Pronunce
Amitābha significa in sanscrito “Luce Infinita”. È il Buddha della Terra Pura occidentale di sukhāvatī, ed è una delle figure più ampiamente venerate nelle tradizioni mahāyāna. Secondo il Sukhāvatīvyūhasūtra maggiore, in tempi remotissimi il monaco dharmākara fece voto davanti al Buddha lokeśvararāja di seguire il cammino del bodhisattva e di creare un campo di Buddha perfetto, riunendo in esso tutte le qualità dei buddhakṣetra.
Dopo aver trascorso cinque kalpa in profonda meditazione, Dharmākara formulò quarantotto voti (praṇidhāna), tra cui quello secondo cui chiunque, anche solo per dieci volte nella propria vita, avesse aspirato con fiducia a rinascere nella sua Terra Pura, vi sarebbe rinato; e quello di apparire al capezzale di chi, al momento della morte, avesse ricordato il suo nome con sincera fiducia. Completato il cammino del bodhisattva, Dharmākara divenne il Buddha Amitābha, sovrano della Terra Pura di Sukhāvatī.
Sulla base dei testi della Terra Pura, la rinascita nel campo di Buddha di Amitābha divenne uno degli obiettivi principali della pratica buddhista in India, Asia orientale e Tibet. L’invocazione del suo nome — “Omaggio al Buddha Amitābha” (cinese namo Amituo fo, giapponese namu amidabutsu, coreano namu Amit’a pul) — è un elemento centrale della pratica devozionale dell’Asia orientale.
I nomi Amitābha (“Luce Infinita”) e Amitāyus (“Vita Infinita”) derivano entrambi dal termine sanscrito amita, “illimitato”. In origine indicavano lo stesso Buddha, ma nel tempo hanno assunto funzioni rituali e iconografiche distinte, tanto che Amitāyus è oggi considerato una forma specifica di Amitābha. Iconograficamente, Amitābha è solitamente raffigurato seduto in dhyānāsana, con le mani in dhyānamudrā, ed è il Buddha della famiglia del loto, associato alla direzione occidentale. In Asia orientale è spesso accompagnato dai bodhisattva avalokiteśvara e mahāsthāmaprāpta.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"
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