Dal Dizionario

saṃjñā

In sanscrito, “percezione”, “discriminazione” o “identificazione (concettuale)”. Il termine possiede sia connotazioni positive sia negative. Come uno dei cinque fattori onnipresenti (sarvatraga) nelle classificazioni dei concomitanti mentali (caitta, pāli: cetasika) nella scuola vaibhasika dell’sarvastivada abhidharma e nella scuola yogacara, saṃjñā può essere resa al meglio come “discriminazione”, riferendosi alla funzione mentale che differenzia e identifica gli oggetti attraverso l’apprensione delle loro qualità specifiche.

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Con Vakkali

Vakkali Sutta (SN 22:87)

Così ho udito. In un’occasione il Beato dimorava a , nel , nel luogo dove si nutrono gli scoiattoli.
In quel tempo il venerabile dimorava nella capanna di un vasaio, malato, sofferente, gravemente infermo.
Allora il venerabile Vakkali si rivolse ai suoi assistenti: «Venite, amici, andate dal Beato. Recatevi da lui, inchinatevi con il capo ai […]

Legato

Upaya (SN 22:53)

Presso . Ivi il Beato disse: «Chi è legato non è liberato; chi non è legato è liberato. Se la coscienza, o monaci, permanendo, permane legata alla forma, sostenuta dalla forma come oggetto, posandosi sulla forma, irrigata dal diletto, giungerebbe a crescita, sviluppo e proliferazione.
Se la coscienza, o monaci, permanendo, permane legata alla sensazione, sostenuta […]

Il Discorso Minore sulla Vacuità

Cūḷa Suññata Sutta (MN 121)

Ho udito che in un’occasione il Sublime soggiornava presso Sāvatthī, nel Monastero Orientale, il palazzo della madre di Migāra. Allora il venerabile Ānanda, emergendo dal suo ritiro nella sera, si recò dal Sublime e, giunto al suo cospetto, dopo essersi prostrato, si sedette da un lato. Mentre era seduto lì, disse al Sublime: «In un’occasione, quando il Sublime soggiornava tra i Sakya in una città dei Sakya chiamata Nagaraka, là — al cospetto del Sublime — ho udito questo, al suo cospetto ho appreso questo: “Ora dimoro pienamente in una dimora di vacuità”. L’ho udito correttamente, l’ho appreso correttamente, vi ho posto attenzione correttamente, lo ricordo correttamente?»

Origine

Samudaya Sutta

Così ho udito: In una certa occasione il Beato dimorava presso Sāvatthī, nel Bosco di Jeta, nel monastero di Anāthapiṇḍika. Là si rivolse ai monaci: «Monaci!»

«Sì, venerabile signore», risposero i monaci.

Il Beato disse: «Vi insegnerò e analizzerò l’origine e la cessazione dei quattro fondamenti della consapevolezza. Ascoltate e prestate attenta attenzione. Ora parlerò.»