Dal Dizionario
Śākya
Pronunce
Nome di un’antica tribù dell’India settentrionale che fiorì nelle pendici meridionali dell’Himālaya, vicino a quella che oggi è la zona di confine tra il Nepal e l’India. Questa tribù diede i natali al buddha storico, chiamato Gautama oppure Śākyamuni, nome che significa “Saggio del Clan degli Śākya.”
Purtroppo non si trovano praticamente fonti che facciano riferimento agli Śākya fuori dalla tradizione buddhista. L’origine del nome è incerta: viene descritta variamente come sinonimo del termine sanscrito śākya, che significa “capace,” oppure come derivato dal sostantivo śāka, un tipo di albero utilizzato da questo clan nelle costruzioni. I testi descrivono questo clan come governato da kṣatriya, la casta militare o amministrativa del sistema sociale indiano. Al tempo del Buddha, gli Śākya erano governati da suo padre, il re Śuddhodana. Gli Śākya fecero di Kapilavastu la capitale della loro regione. Sia il Mahāvastu che il Buddhacarita indicano gli Śākya come discendenti del leggendario re solare Ikṣvāku; il progenitore ultimo degli Śākya fu Mahāsaṃmata, il primo re dell’attuale sistema mondiale. Al tempo del Buddha, gli Śākya, sebbene autonomi, erano sudditi del regno vicino di Kośala. Secondo varie fonti, Virūḍhaka (P. Viḍūḍabha), il re del Kośala, annesse il territorio degli Śākya e uccise la maggior parte dei suoi abitanti dopo che essi lo avevano insultato rivelando che sua madre, che gli avevano dato in sposa per suo padre Prasenajit, era una serva. Prima della loro disfatta, si narra che il Buddha stesso avesse dissuaso Virūḍhaka dall’invadere il territorio degli Śākya. Nel buddhismo dell’Asia orientale, dopo il IV secolo e.v., monaci e monache abbandonarono tradizionalmente i propri cognomi familiari adottando invece il nome del clan del Buddha, Śākya (C. Shi); cfr. Shi.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"
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