Dal Dizionario
trividyā
Pronunce
In sanscrito, letteralmente «tre conoscenze». Designa tre specifiche forme di conoscenza (vidyā) che sono il frutto dell’esperienza dell’illuminazione di un arhat o di un Buddha, e che corrispondono anche a una sequenza di intuizioni realizzate dal Buddha durante le tre veglie della notte della sua illuminazione.
Le tre conoscenze sono: (1) la capacità di ricordare in modo dettagliato le proprie vite passate (pūrvānivāsānusmṛti; pāli pubbenivāsānussati), fondata sulla visione diretta del nesso inesorabile tra azione (karman) e maturazione dei suoi frutti (vipāka), cioè la causalità karmica; (2) la conoscenza delle future destinazioni di rinascita di tutti gli altri esseri (cyutyupapattijñāna; pāli cutūpapātañāṇa), che deriva dall’«occhio divino» (divyacakṣus); (3) la conoscenza dell’estinzione delle contaminazioni (āsravakṣaya; pāli āsavakkhaya), che garantisce la completa liberazione dal ciclo delle rinascite (saṃsāra).
La prima e la terza di queste conoscenze sono incluse anche tra le «conoscenze sovrannaturali» (abhijñā). In diversi testi delle scuole buddhiste antiche (ad esempio nell’Itivuttaka pāli), il Buddha descrive queste tre come le vere conoscenze di un autentico brāhmaṇa, contrapponendole intenzionalmente a quelle dei sacerdoti brahmanici, che si limitano a memorizzare i tre Veda della religione brahmanica. Si veda anche il tevijjasutta.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"
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