Dal Dizionario

arhat

In sanscrito, “degno”, “meritevole”. L’arhat è colui che ha distrutto tutte le afflizioni (kleśa) e tutte le cause di futura rinascita, e che pertanto entrerà nel nirvāṇa al momento della morte. La traduzione tibetana standard, dgra bcom pa (“distruttore del nemico”), si basa su una glossa paronomastica che interpreta ari come “nemico” e han come “distruggere”. L’arhat rappresenta il grado più alto dei quattro tipi di santi buddhisti o “persone nobili” (āryapudgala) riconosciuti dalle scuole buddhiste antiche; gli altri tre, in ordine crescente, sono il srotaāpanna (“entrato nella corrente”), il sakṛdāgāmin (“ritornante una sola volta”) e l’anāgāmin (“non-ritornante”).

"The Princeton Dictionary of Buddhism"

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