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Risveglio

Qual è la differenza tra subconscio e inconscio?

Nel Buddhismo vi sono sei forme di coscienza: alaya, manas[fn id="1"], e così via. La coscienza manas corrisponde più o meno all’inconscio collettivo di Jung. Ma Jung non praticava zazen, perciò non conosceva la coscienza hishiryo. Dalla sua esperienza personale conosceva soltanto la coscienza del cervello anteriore e forse qualcosa del cervello primitivo, perciò non fu in grado di andare molto lontano. Non era capace di praticare una vera meditazione e poteva studiare gli altri tipi solo come oggetti. E alla fine tutto si trasformò in null’altro che pensieri.

Commento a Un Estratto di “Essere-Tempo” di Dōgen

Dōgen Zenji comprende il tempo attraverso quattro punti chiave: tempo, essere, illuminazione e sé. Quando comprendiamo il tempo nel modo consueto, è piuttosto difficile avere una comunicazione profonda con amici, genitori, alberi, uccelli, la natura e tutti gli esseri senzienti, perché ci sentiamo separati e indipendenti dagli altri. Diventiamo egoistici e centrati su noi stessi, sempre alla ricerca del successo individuale. Così soffriamo, perché di momento in momento questo tipo di tempo fa a pezzi ogni cosa.

Tempo Reale e Vita Quotidiana

La vita al fulcro del nulla non è altro che movimento e processo. Attraverso la pratica spirituale puoi comprenderlo davvero e goderti la vita. Ma, per quanto a lungo tu possa rifletterci logicamente, non lo capirai, perché il pensiero crea sempre una separazione. Allora la tua vita quotidiana non è radicata nel presente reale: resta sospesa, senza appoggio. Sei confuso e la tua vita è realmente sofferenza.

Origine

Samudaya Sutta (SN 47:42)

Così ho udito: In una certa occasione il Beato dimorava presso Sāvatthī, nel Bosco di Jeta, nel monastero di Anāthapiṇḍika. Là si rivolse ai monaci: «Monaci!»

«Sì, venerabile signore», risposero i monaci.

Il Beato disse: «Vi insegnerò e analizzerò l’origine e la cessazione dei quattro fondamenti della consapevolezza. Ascoltate e prestate attenta attenzione. Ora parlerò.»

KAI-IN-ZANMAI 海印三昧

Samādhi, Lo Stato Come Il Mare

Coloro che sono buddha e patriarchi sono sempre nel samādhi, lo stato simile al mare. Nuotando in questo samādhi, hanno momenti di predicazione, momenti di esperienza e momenti di movimento. La virtù del loro muoversi sulla superficie del mare include il movimento lungo il fondo stesso di quel [mare]: essi si muovono sulla superficie del mare [sapendo] che questo è “muoversi lungo il fondo dell’oceano più profondo”. Cercare di far tornare alla sorgente le correnti incerte della vita e della morte non significa muoversi nell’ineffabile stato della mente. Benché i casi passati di superamento delle barriere e di rottura dei nodi siano stati, naturalmente, episodi individuali dei buddha e dei patriarchi stessi, allo stesso tempo ciascuno di essi era governato dal samādhi, lo stato simile al mare.