Qual è la differenza tra subconscio e inconscio? Nel Buddhismo vi sono sei forme di coscienza: alaya, manas, e così via. La coscienza manas corrisponde più o meno all’inconscio collettivo di Jung. Ma Jung non praticava zazen, perciò non conosceva la coscienza hishiryo. Dalla sua esperienza personale conosceva soltanto la coscienza del cervello anteriore e…
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Commento a Un Estratto di “Essere-Tempo” di Dōgen
Dōgen Zenji comprende il tempo attraverso quattro punti chiave: tempo, essere, illuminazione e sé. Quando comprendiamo il tempo nel modo consueto, è piuttosto difficile avere una comunicazione profonda con amici, genitori, alberi, uccelli, la natura e tutti gli esseri senzienti, perché ci sentiamo separati e indipendenti dagli altri. Diventiamo egoistici e centrati su noi stessi,…
Dhammapada VII: Arhant
In colui che ha percorso l’intera distanza, è libero dal dolore, è ovunque pienamente liberato, ha abbandonato ogni legame: non si trova alcuna febbre.
Un’Analisi Degli Stabilimenti della Consapevolezza
Satipaṭṭhāna-Vibhaṅga Sutta (SN 47:40)
«Vi insegnerò lo stabilimento della consapevolezza, il suo sviluppo e il sentiero di pratica che conduce al suo sviluppo. Ascoltate e prestate attenta attenzione. Ora parlerò.»
Dhammapada VI: Saggi
Consideralo come colui che indica un tesoro: il saggio che, vedendo i tuoi difetti, ti rimprovera. Resta con un tale sapiente. Per chi resta con un saggio di questo tipo, le cose migliorano, non peggiorano.
Tempo Reale e Vita Quotidiana
La vita al fulcro del nulla non è altro che movimento e processo. Attraverso la pratica spirituale puoi comprenderlo davvero e goderti la vita. Ma, per quanto a lungo tu possa rifletterci logicamente, non lo capirai, perché il pensiero crea sempre una separazione. Allora la tua vita quotidiana non è radicata nel presente reale: resta…
Dhammapada V: Stolti
Lunga è la notte per chi è desto.
Lunga è una lega per chi è stanco.
Per gli stolti,
inermi di fronte al vero Dhamma,
il saṃsāra
è lungo.
Origine
Samudaya Sutta (SN 47:42)
Così ho udito: In una certa occasione il Beato dimorava presso Sāvatthī, nel Bosco di Jeta, nel monastero di Anāthapiṇḍika. Là si rivolse ai monaci: «Monaci!»
«Sì, venerabile signore», risposero i monaci.
Il Beato disse: «Vi insegnerò e analizzerò l’origine e la cessazione dei quattro fondamenti della consapevolezza. Ascoltate e prestate attenta attenzione. Ora parlerò.»
KAI-IN-ZANMAI 海印三昧
Samādhi, Lo Stato Come Il Mare
Coloro che sono buddha e patriarchi sono sempre nel samādhi, lo stato simile al mare. Nuotando in questo samādhi, hanno momenti di predicazione, momenti di esperienza e momenti di movimento. La virtù del loro muoversi sulla superficie del mare include il movimento lungo il fondo stesso di quel [mare]: essi si muovono sulla superficie del mare [sapendo] che questo è “muoversi lungo il fondo dell’oceano più profondo”. Cercare di far tornare alla sorgente le correnti incerte della vita e della morte non significa muoversi nell’ineffabile stato della mente. Benché i casi passati di superamento delle barriere e di rottura dei nodi siano stati, naturalmente, episodi individuali dei buddha e dei patriarchi stessi, allo stesso tempo ciascuno di essi era governato dal samādhi, lo stato simile al mare.
Lo Shinji Shōbōgenzō del Maestro Dōgen
【101】Il “Non è qualcosa” di Nanyue
Il Sesto Patriarca chiese: «Da dove vieni?»
Il maestro Nanyue disse: «Vengo dal maestro Ankoku sul monte Su.»
Il Sesto Patriarca disse: «Qualcosa di ineffabile è giunto così.»