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Dadian Baotong: Un commento al Sutra del Cuore

Poiché abbiamo gli occhi, percepiamo le forme. Poiché abbiamo le forme, percepiamo le percezioni. Poiché abbiamo le percezioni, percepiamo i ricordi. Poiché abbiamo i ricordi, percepiamo la coscienza. Poiché abbiamo la coscienza, abbiamo i nomi e le apparenze dei Sei Sensi. Nell’inseguirli, vaghiamo senza fine tra la vita e la morte.

Otto Versi per la Trasformazione del Pensiero

Composto da Geshe Langri Tangpa nel XII secolo nel solco della tradizione del Buddhismo Tibetano, gli Otto Versi per la Trasformazione del Pensiero sono uno strumento pensato per lo sviluppo della bodhicitta– il pensiero che aspira all’illuminazione —il cui sorgere è detto segni l’inizio del percorso del bodhisattva.

Il Discorso Più Lungo a Saccaka

Mahā Saccaka Sutta  (MN 36)

Allora il Beato disse a Saccaka: «Quelli che hai descritto poco fa come sviluppati nello sviluppo del corpo: quello non è un legittimo sviluppo del corpo nella disciplina dei nobili. Poiché non comprendi lo sviluppo del corpo, da dove potresti comprendere lo sviluppo della mente? Tuttavia, riguardo a come si è non sviluppati nel corpo e non sviluppati nella mente, e sviluppati nel corpo e sviluppati nella mente, ascolta e presta molta attenzione. Parlerò».

La Nobile Ricerca

Ariyapariyesana Sutta (MN 26)

«Monaci, ci sono due tipi di ricerca: la ricerca ignobile e la ricerca nobile. E qual è la ricerca ignobile? È il caso in cui una persona, essendo soggetta essa stessa alla nascita, cerca (la felicità in) ciò che è anch’esso soggetto alla nascita. Essendo soggetta essa stessa all’invecchiamento… alla malattia… alla morte… al dolore… alla contaminazione, cerca (la felicità in) ciò che è anch’esso soggetto all’invecchiamento… alla malattia… alla morte… al dolore… alla contaminazione.