Dal Dizionario

abhijñā

In sanscrito, “superconoscenze”; termine che si riferisce nello specifico a un insieme di poteri sovrannaturali che sono sottoprodotti della meditazione. Queste sono generalmente enumerate come sei: (1) vari poteri psichici e magici (ṛddhividhābhijñā [alt. ṛddhividhi], P. iddhividhā), come la capacità di attraversare i muri, talvolta nota anche come “azione corporea senza ostacoli” (ṛddhisākṣātkriyā); (2) la chiaroveggenza, lett. “occhio divino” (divyacakṣus, P. dibbacakkhu), la capacità di vedere da lontano e di vedere come gli esseri vivono in base alle proprie azioni; (3) la chiarudienza, lett. “orecchio divino” (divyaśrotra, P. dibbasota), la capacità di udire da lontano; (4) la capacità di ricordare le proprie vite passate (pūrvanivāsānusmṛti, P. pubbenivāsānunssati); (5) la “conoscenza degli stati mentali altrui” (cetoparyāyābhijñāna/paracittajñāna, P. cetopariyañāṇa), ad esempio la telepatia; e (6) la conoscenza dell’estinzione delle contaminazioni (āsravakṣaya, P. āsavakkhāya). Le prime cinque di queste superconoscenze sono considerate conquiste mondane (laukika), ottenute attraverso un raffinamento ancora più profondo del quarto livello dell’assorbimento meditativo (dhyāna). Il sesto potere è detto sovramondano (lokottara) ed è raggiungibile attraverso la coltivazione dell’intuizione (vipaśyanā) sulla natura della realtà. La prima, la seconda e la sesta superconoscenza sono chiamate anche le tre conoscenze (trividyā; P. tevijjā).

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