Dal Dizionario

Anāthapiṇḍada

In sanscrito, “Nutritore degli indifesi”; ricco mercante della città di Śrāvastī che divenne un tale grande benefattore del saṃgha che il Buddha lo dichiarò il principale tra i laici (upāsaka) per la sua munificenza.

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Ad Anuruddha

Anuruddha Sutta (MN 127)

Così ho udito: in un’occasione il Beato dimorava a Śrāvastī, nel Jetavana, nel parco di Anāthapiṇḍada.

Allora il capomastro Anuruddha; giunto, in mio nome, rendigli omaggio ai piedi col capo, e digli: “Il capomastro Pañcakaṅga, signore, rende omaggio ai piedi del venerabile Anuruddha col capo”; e digli anche questo: “Acconsenta, per favore, signore, il venerabile Anuruddha, a ricevere domani un pasto dal capomastro Pañcakaṅga insieme ad altri tre; e possa il venerabile Anuruddha arrivare abbastanza presto; il capomastro Pañcakaṅga, signore, ha molti impegni e molto da fare per il re.”»

Dissolvimento (1)

Nibbana Sutta (UD 8:1)

Ho udito che in un’occasione il Beato dimorava presso Sāvatthī, nel Bosco di Jeta, nel monastero di Anāthapiṇḍika. E in quell’occasione il Beato stava istruendo, esortando, incitando e incoraggiando i monaci con un discorso sul Dhamma riguardante il dissolvimento. I monaci — ricettivi, attenti, concentrando l’intera consapevolezza, tendendo l’orecchio — ascoltavano il Dhamma.