Dal Dizionario
bhūmisparśamudrā
Pronunce
In sanscrito, “gesto del toccare la terra”. Questo mudrā è formato dalla mano destra che tocca il suolo con le dita distese, di solito oltre il ginocchio destro, mentre la mano sinistra rimane posata in grembo. È il mudrā più comunemente raffigurato nelle immagini del Buddha śākyamuni seduto. Il bhūmisparśamudrā richiama un momento preciso della biografia di Śākyamuni: dopo che māra tentò di allontanare il futuro Buddha dal suo seggio sotto l’albero della bodhi attaccandolo con il suo seguito e tentando di sedurlo con le sue figlie, egli cercò infine di costringerlo a muoversi sostenendo che non avesse diritto a occupare quel luogo. Il bodhisattva allora toccò la terra, chiamando la dea della terra, Pṛthivī o sthāvarā, a testimoniare la sua pratica della virtù nel corso delle molte vite percorse sul sentiero del bodhisattva. La dea rispose facendo tremare la terra; a quel punto Māra si ritirò definitivamente e il bodhisattva conseguì la buddhità quella stessa sera.
Nel Sud-est asiatico, questa scena viene ulteriormente elaborata includendo la dea, chiamata thorani, che emerge dalla terra e strizza dai propri capelli tutta l’acqua che il Buddha aveva offerto nel corso delle sue vite come bodhisattva; l’acqua genera un’inondazione che spazza via Māra e la sua schiera. Questo mudrā è considerato anche un gesto di immobilità (acala) ed è pertanto associato al Buddha akṣobhya.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"
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