Dal Dizionario
gandharva
Pronunce
Termine sanscrito la cui etimologia popolare è “mangiatori di fragranze”; nella cosmologia buddhista è reso più comunemente come “musicisti celesti”. Nel contesto del ciclo delle rinascite, gandharva indica anche un “essere di transizione” che funge da ponte tra l’esistenza attuale e quella futura (nelle lingue CJK si usa una trascrizione per il primo significato e la traduzione “essere intermedio” per il secondo).
Nello schema cosmologico buddhista, i gandharva sono una sorta di semidei e costituiscono una delle otto classi di esseri (aṣṭasenā). Volano nello spazio e servono come musicisti nella corte celeste di indra o śakra, il re degli dèi, che presiede al cielo dei Trentatré (trāyastriṃśa) nel regno del desiderio (kāmadhātu). Secondo la mitologia indiana, sono sposi delle ninfe celesti (apsaras).
I gandharva traggono il loro nome dalla credenza secondo cui si nutrirebbero di fragranze (gandha). Il termine gandharva designa anche l’essere transitorio nello stato intermedio (antarābhava; vedi anche bar do), il periodo di quarantanove giorni tra le rinascite nelle cinque o sei destinazioni (gati) del saṃsāra.
Poiché l’essere transitorio non assume cibo solido ma sussiste soltanto di odori, viene anch’esso chiamato gandharva. Durante questo periodo di transizione, il gandharva è alla ricerca del luogo e dei genitori appropriati per la sua esistenza successiva e assume la forma degli esseri del regno in cui è destinato a rinascere.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"
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