76 Consideralo come colui che indica un tesoro: il saggio che, vedendo i tuoi difetti, ti rimprovera. Resta con un tale sapiente. Per chi resta con un saggio di questo tipo, le cose migliorano, non peggiorano. 77 Che egli ammonisca, istruisca, ti distolga da modi di fare scorretti. Per i buoni è caro; per i […]
Dal Dizionario
kalyāṇamitra
Pronunce
In sanscrito, letteralmente “buon amico”; cioè “guida spirituale” o “mentore religioso”: un compagno o mentore spirituale (talvolta, sebbene raramente, riferito persino al Buddha stesso) che incoraggia in direzioni salutari e aiuta a rimanere concentrati su ciò che ha una reale importanza religiosa.
L’associazione con un kalyāṇamitra è considerata una delle basi del progresso religioso: è una delle sette cose che favoriscono il benessere e la prosperità dei monaci ed è uno degli indicatori che un monaco porterà a perfezione i sette fattori del risveglio (bodhyaṅga).
In assenza di “buoni amici”, si riteneva preferibile per i monaci condurre la vita solitaria del rinoceronte (cfr. khaḍgaviṣāṇa; khaḍgaviṣāṇakalpa).
Nella letteratura sono descritti tre tipi di kalyāṇamitra: un istruttore, un compagno di pratica e un sostenitore laico (dānapati).
Il titolo tibetano “geshe” (dge bshes), che si riferisce a un monaco che ha completato con successo il curriculum scolastico della scuola dge lugs, è una contrazione della traduzione tibetana di kalyāṇamitra.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"