Dal Dizionario
tiryak
Pronunce
In sanscrito, letteralmente “che si muove orizzontalmente” (cioè non eretto), ossia un animale; uno dei cinque o sei destini di rinascita (gati) nel saṃsāra. Tra questi, gli animali sono classificati come uno dei tre (o quattro) destini di rinascita sfavorevoli (apāya; durgati), insieme ai dannati infernali (nāraka), agli spiriti affamati (preta) e, in alcuni elenchi, ai semidei o titani (asura). La categoria degli animali comprende sia le creature terrestri sia quelle marine, oltre agli insetti.
I tipi specifici di sofferenza patiti dagli animali sono frequentemente menzionati nei testi buddhisti; tra questi vi è la costante necessità di cercare il proprio cibo, cercando al contempo di evitare di diventare cibo per altri. A differenza degli esseri umani, gli animali vengono generalmente uccisi non per qualche azione da essi compiuta, ma per il sapore della loro carne o per la consistenza della loro pelle. Si dice che la possibilità di ottenere una rinascita al di fuori del regno animale sia particolarmente difficile, sia a causa dell’inevitabile uccisione a cui sono destinati i predatori, sia per la costante paura di diventare preda; nessuno dei due stati mentali è propizio a una rinascita superiore. Nonostante questa difficoltà, la letteratura buddhista contiene numerosi racconti di predatori che si sono imposti di smettere di uccidere (il primo dei precetti laici), al fine di creare una propensione karmica più favorevole a una rinascita al di fuori del destino animale. Cfr. anche daotu.
Articoli Correlati
Nessun articolo trovato.