Dal Dizionario
abhimukhī
Pronunce
Abhimukhī significa in sanscrito “manifesto” o “evidente”. Il termine è usato in riferimento a una classificazione bipartita dei fenomeni in manifesti (abhimukhī), cioè quelli evidenti alla percezione sensoriale, e nascosti (S. parokṣa), cioè quelli la cui esistenza deve essere inferita tramite il ragionamento.
Abhimukhī, nel senso di “immediatezza” o “faccia a faccia”, è il sesto dei dieci stadi (bhūmi) del cammino del bodhisattva, come descritto nel daśabhūmikasūtra. Il mahāyānasūtrālaṃkāra interpreta questo bhūmi come “stare direttamente di fronte” o “faccia a faccia”, indicando che il bodhisattva, a questo stadio del cammino, si trova al punto di intersezione tra saṃsāra e nirvāṇa.
In questo stadio il bodhisattva realizza l’uguaglianza di tutti i fenomeni (dharmasamatā), ossia che tutti i dharma sono privi di segni e di caratteristiche, non prodotti e non originati, e liberi dalla dualità di esistenza e non esistenza. Distogliendosi dai dharma composti del saṃsāra, il bodhisattva si volge verso la profonda saggezza dei Buddha e si trova così “faccia a faccia” sia con il dominio del composto (saṃskṛta) sia con quello del non composto (asaṃskṛta).
Questo bhūmi è comunemente messo in relazione con il pieno dominio della sesta perfezione (pāramitā), la perfezione della saggezza (prajñāpāramitā).
"The Princeton Dictionary of Buddhism"
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