Dal Dizionario

vajracchedikāprajñāpāramitāsūtra

In sanscrito, il “Sūtra della perfezione della saggezza che recide come un diamante”; conosciuto in italiano come “Sūtra del Diamante” (dal titolo cinese abbreviato e popolare Jingang jing, come sopra), uno dei più celebri, letti e commentati fra tutti i sūtra mahāyāna, insieme ad altri due che sono anch’essi conosciuti tramite i loro titoli abbreviati: il Saddharmapuṇḍarīkasūtra (“Sūtra del Loto”) e il Prajñāpāramitāhṛdayasūtra (“Sūtra del Cuore”).

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La Causa e la Ragione dell'Assemblea del Dharma

Il primo ministro laico Chang Wu-chin disse: “Se non fosse per i dharma, non vi sarebbe modo di discutere il vuoto. Se non fosse per la saggezza, non vi sarebbe modo di parlare dei dharma.” La molteplicità delle miriadi di dharma è ciò che si intende per “causa”. E la capacità di risposta dell’unica mente è ciò che si intende per “ragione”. Così, all’inizio vi è un capitolo sulla causa e la ragione di questa assemblea del Dharma.

Il Sutra del Diamante

La Perfezione della Saggezza

Così ho udito: Una volta il Bhagavan dimorava vicino a Shravasti nel Giardino di Anathapindada, nella Foresta di Jeta, insieme all’intera assemblea di 1250 bhikshu e a un gran numero di intrepidi bodhisattva.

Un giorno, prima di mezzogiorno, il Bhagavan indossò la sua veste rattoppata, prese la sua ciotola ed entrò nella capitale di Shravasti per le offerte. Dopo aver mendicato il cibo nella città e aver consumato il suo pasto di riso, ritornò dal suo giro quotidiano nel pomeriggio, ripose la veste e la ciotola, si lavò i piedi e si sedette sul seggio designato. Dopo aver incrociato le gambe e sistemato il corpo, rivolse la sua consapevolezza a ciò che aveva davanti.