Sii sollecito nel fare ciò che è ammirevole. Trattieni la mente da ciò che è male. Quando sei lento nel creare merito, il male compiace la mente.
Dal Dizionario
pāpa
Pronunce
In sanscrito e pāli, “trasgressione”; un atto non salutare, non virtuoso o non meritorio (akuśala) che produce un effetto negativo corrispondente; dunque, qualunque azione consapevolmente scorretta, malvagia o immorale di corpo, parola o mente. È equivalente per significato a akuśalakarman, ossia “azione non salutare”. Il pāpa conduce a conseguenze sfortunate e dolorose sotto forma di sofferenza fisica o mentale per l’agente dell’atto, sia in questa sia in future esistenze; può condurre alla rinascita come animale (tiryak), spirito famelico (preta) o essere infernale (nāraka). Il pāpa è l’opposto di puṇya, le azioni meritorie che conducono alla felicità in questa o in future vite. La traduzione comune di pāpa come “peccato” è fuorviante, poiché nel buddhismo non vi è alcuna divinità le cui prescrizioni possano essere infrante. Piuttosto, le conseguenze dolorose delle azioni non salutari ricadono sull’agente secondo la legge impersonale del karman e della sua retribuzione. Secondo la teoria classica del karman, una persona è letteralmente contaminata dal compimento di azioni non salutari e porta con sé tale macchia finché quegli atti non siano espiati attraverso un’esperienza dolorosa, oppure finché la persona non raggiunga la liberazione, momento in cui i semi di tutte le precedenti azioni non virtuose vengono distrutti. Nella pratica, tuttavia, le tradizioni buddhiste sono ricche di pratiche volte a rimuovere o minimizzare gli effetti delle azioni non virtuose del passato.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"