Lunga è la notte per chi è desto. Lunga è una lega per chi è stanco. Per gli stolti, inermi di fronte al vero Dhamma, il saṃsāra è lungo.
Dal Dizionario
akuśala
Pronunce
In sanscrito, “non salutare”, “non virtuoso”, “infausto”, “non benefico”; termine usato per descrivere quelle attività di corpo, parola e mente (spesso enumerate come dieci) che conducono a rinascite sfavorevoli. Un’azione “non virtuosa” o “non salutare” indica in genere ogni volizione (cetanā) o azione volitiva, insieme alla coscienza (vijñāna) e alle formazioni mentali (saṃskāra) ad essa associate, quando sono informate dalle afflizioni (kleśa) dell’avidità (lobha), dell’odio (dveṣa; pāli dosa) o dell’illusione (moha). Tali azioni volitive producono risultati sfavorevoli per l’agente e, in ultima istanza, sono la causa delle destinazioni sfavorevoli (apāya; durgati) degli abitanti degli inferni (nāraka), degli spiriti affamati (preta), degli animali (tiryak) e, in alcune descrizioni, dei titani o semidei (asura). È fornito un elenco di dieci corsi di azione non salutari (vedi karmapatha), che conducono ad apāya e che corrispondono ai dieci atti scorretti (pāli duccarita) elencati nel Nidānavagga del Saṃyuttanikāya. I primi tre sono classificati come atti corporei scorretti: uccidere (prāṇātipāta; pāli pāṇātipāta), rubare (adattādāna; pāli adinnādāna) e la cattiva condotta sessuale (kāmamithyācāra; pāli kāmamicchācāra). I quattro successivi sono atti verbali scorretti: mentire (mṛṣāvāda; pāli musāvāda), calunnia o parola malevola (paiśunya; pāli pisuṇavācā), linguaggio offensivo o aspro (pāruṣyavāda; pāli pharusavācā) e il parlare futile o sconclusionato (saṃbhinnapralāpa; pāli samphappalāpa). Gli ultimi tre sono atti mentali scorretti: cupidigia (abhidhyā; pāli abhijjhā), malanimo (vyāpāda) e visioni errate (mithyādṛṣṭi; pāli micchādiṭṭhi).
"The Princeton Dictionary of Buddhism"