90
In colui che
ha percorso l’intera distanza,
è libero dal dolore,
è ovunque
pienamente liberato,
ha abbandonato ogni legame:
non si trova alcuna febbre.
91
I consapevoli restano attivi,
non si compiacciono di fermarsi.
Rinunciano a ogni dimora,
a ogni dimora,
come cigni che si levano da un lago.
92–93
Senza accumulare,
avendo compreso il nutrimento,1
il loro pascolo — il vuoto
& la liberazione senza segno:
il loro cammino,
come quello degli uccelli nello spazio,
non può essere tracciato.
Con le impurità estinte,
indipendenti dal nutrimento,
il loro pascolo — il vuoto
& la liberazione senza segno:
la loro traccia,
come quella degli uccelli nello spazio,
non può essere seguita.
94–96
Colui i cui sensi sono domati
come stalloni
ben addestrati dal cocchiere,
avendo abbandonato la presunzione,
libero dalle impurità,
Tale,2
anche i deva lo venerano.
Come la terra, non reagisce —
coltivato,
Tale,
come il pilastro di Indra,
come un lago libero dal fango.
Per lui,
— Tale —
non vi è più andare oltre.
Calma è la sua mente,
calma la sua parola
& la sua azione:
colui che è liberato tramite retta conoscenza,
pacificato,
Tale.
97
L’uomo3
senza fede / oltre la convinzione,
ingrato / conoscitore dell’Incondizionato,
ladro / che ha reciso ogni legame,
che ha distrutto
le proprie condizioni / possibilità,
che mangia il vomito / ha rigettato ogni aspettativa:
persona suprema.
98
Nel villaggio o nei boschi,
valle o altopiano:
quel luogo è delizioso
dove dimorano gli arahant.
99
Deliziosi sono i boschi
dove la folla non trova piacere.
Coloro che sono liberi dalla passione
vi gioiscono,
poiché non cercano
piaceri dei sensi.
Note
1
«Avendo compreso il nutrimento… indipendenti dal nutrimento»: la prima domanda delle “Domande del Novizio” (Khp 4) è: «Che cos’è uno?» La risposta: «Tutti gli esseri vivono di nutrimento.» Il concetto di cibo e nutrimento qui si riferisce al modo più fondamentale di comprendere il principio causale che svolge un ruolo centrale nell’insegnamento del Buddha. Come afferma SN 12:64, «Vi sono questi quattro nutrimenti per il mantenimento degli esseri che sono nati o per il sostegno di coloro che cercano una nuova nascita. Quali quattro? Il nutrimento materiale, grossolano o sottile; il contatto come secondo; la coscienza come terzo; e l’intenzione mentale come quarto.» I presenti versi indicano che l’arahant ha compreso così pienamente il processo di causalità fisica e mentale da esserne totalmente indipendente; per questo non prenderà mai più nascita. Una tale persona non può essere compresa attraverso le forme di conoscenza che operano all’interno dell’ambito causale.
↩
2
«Tale» (pāli: tādī): aggettivo usato per descrivere chi ha raggiunto il fine della pratica buddhista, indicando uno stato indefinibile ma non soggetto a mutamento né a influenze di alcun genere. «Retta conoscenza» indica la conoscenza del pieno Risveglio.
↩
3
Questo verso è una serie di giochi di parole. I significati negativi sono a sinistra delle barre; quelli positivi, a destra. I significati negativi sono così estremi da essere probabilmente intesi per scuotere l’ascoltatore. Uno studioso ha suggerito che anche l’ultima parola — uttamaporiso, «la persona suprema» — possa essere letta come un gioco di parole, con il significato negativo di «massima audacia»; tuttavia ciò indebolirebbe l’effetto dirompente del verso.
↩