Dal Dizionario
bhava
Pronunce
In sanscrito e pāli, “divenire” o “esistenza”, concepita come processo; è il decimo anello nella catena dei dodici anelli dell’origine dipendente (pratītyasamutpāda; pāli paṭiccasamuppāda).
Nelle fonti pāli, bhava è di tre tipi, a seconda del livello cosmologico in cui si manifesta: divenire sensoriale (kāmabhava) nel regno del desiderio (kāmadhātu); divenire nella sfera della forma sottile (rūpabhava) nel regno della forma (rūpadhātu); e divenire immateriale (arūpabhava) nel regno immateriale (ārūpyadhātu).
Ovunque si manifesti, bhava può essere distinto in un processo attivo (kammabhava) e in un processo passivo (uppattibhava). Il processo attivo è eticamente connotato, poiché consiste in azioni volitive virtuose o non virtuose (karman) che conducono a rinascite fortunate o sfortunate in base agli atti compiuti. Il processo passivo si riferisce invece alla rinascita e agli altri eventi che occorrono a un individuo come conseguenza di azioni precedenti; tali eventi, in quanto effetti automatici e non volitivi, sono eticamente neutri.
Secondo l’Abhidharmakośabhāṣya e fonti mahāyāna, il termine bhava come decimo anello dell’origine dipendente rappresenta un caso in cui si attribuisce il nome del risultato (“divenire”, cioè la rinascita) alla sua causa: il momento più intenso di attrazione legata all’upādāna che porta a maturazione completa l’azione volitiva nell’istante immediatamente precedente la rinascita.
Il termine è usato anche in senso più generale come “esistenza” e, in alcuni contesti, come sinonimo di saṃsāra. Si veda anche bhavacakra. In tibetano, la traduzione srid indica anche il dominio secolare, in contrapposizione alla sfera religiosa (chos).
"The Princeton Dictionary of Buddhism"
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