Dal Dizionario

cetanā

In sanscrito e pāli, “intenzione”, “volizione” o “impulso”; uno dei fattori mentali onnipresenti (mahābhūmika; sarvatraga) che accompagna ogni momento di coscienza. L’intenzione dirige la mente verso oggetti salutari (kusala), non salutari (akuśala) o neutri (avyākṛta). L’intenzione riveste un’importanza cruciale nella teoria dell’azione (karma), dove l’intento definisce la qualità finale dell’azione: “L’azione è volizione, poiché, dopo aver concepito un’intenzione, si compie l’azione attraverso corpo, parola e mente”. Pertanto, la cetanā funziona sia come impulso sia come forza motrice alla base di ogni azione, strutturando i modi in cui gli esseri scelgono di interagire con il mondo e coordinando il funzionamento dei vari concomitanti mentali (caitta) necessari per rispondere adeguatamente. In questo senso, secondo una similitudine tratta dall’aṭṭhasālinī, la cetanā agisce come un generale che comanda e coordina le attività di tutti i soldati sul campo di battaglia. L’enfasi sulla cetanā nel senso più ampio di intenzione è talvolta considerata un’innovazione buddhista nella teoria del karma, in cui l’intenzione che motiva un’azione svolge un ruolo determinante nel peso karmico positivo o negativo dell’atto stesso.

"The Princeton Dictionary of Buddhism"

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