Dal Dizionario

hrī

In sanscrito, “decenza”, “vergogna” o “coscienza morale”: uno dei concomitanti mentali fondamentali (caitta) che si presume accompagnino tutte le azioni salutari (kuśala), ed è pertanto elencato come quinto dei dieci “fattori salutari onnipresenti” (kuśala-mahābhūmika) nell’abhidharma sarvāstivāda e come secondo degli undici concomitanti mentali salutari nell’elenco dei cento dharma (cfr. baifa) della scuola yogācāra. È inoltre uno dei venticinque fattori mentali salutari nell’abhidhamma pāli. La “decenza” è spesso associata al termine “modestia” o “timore” di agire scorrettamente (apatrāpya): hrī designa i morsi della coscienza morale che si provano di fronte alla prospettiva di compiere un atto immorale, mentre apatrāpya indica il timore di essere biasimati dagli altri per tali atti. Questa duplice dimensione di “vergogna e biasimo” era considerata fondamentale per il progresso nella moralità (śīla).

"The Princeton Dictionary of Buddhism"

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