Senza Scrupolo

Anottāpī Sutta

Ho udito che in un’occasione il Venerabile Mahā Kassapa e il Venerabile Sāriputta soggiornavano nei pressi di Vārāṇasī, nel Parco dei Cervi a Isipatana. Poi il Venerabile Sāriputta, uscendo dal suo ritiro nel tardo pomeriggio, si recò dal Venerabile Mahā Kassapa e, all’arrivo, scambiò con lui cortesi saluti. Dopo uno scambio di saluti e convenevoli amichevoli, si sedette da un lato. Seduto lì, disse al Venerabile Mahā Kassapa: «Si dice, amico Kassapa, che una persona priva di ardore, priva di scrupolo,1 è incapace del risveglio da sé, incapace del nibbāna, incapace di raggiungere la suprema salvezza dal giogo. Ora, come mai una persona priva di ardore, priva di scrupolo, è incapace del risveglio da sé, incapace del nibbāna, incapace di raggiungere la suprema salvezza dal giogo? E come mai una persona ardente e scrupolosa è capace del risveglio da sé, capace del nibbāna, capace di raggiungere la suprema salvezza dal giogo?»

Il Venerabile Mahā Kassapa: «Vi è il caso, amico, in cui un monaco, (pensando,) “Il sorgere di qualità malvagie e maldestre non ancora sorte in me porterebbe a ciò che non è benefico”, non suscita ardore. (Pensando,) “Le qualità malvagie e maldestre già sorte in me non vengono abbandonate…” … “Le qualità abili non ancora sorte in me non sorgono…” … “Le qualità abili già sorte in me cessano porterebbe a ciò che non è benefico”, non suscita ardore. Questo è il modo in cui si è privi di ardore.

«E come si è privi di scrupolo? Vi è il caso in cui un monaco, (pensando,) “Il sorgere di qualità malvagie e maldestre non ancora sorte in me porterebbe a ciò che non è benefico”, non prova scrupolo. (Pensando,) “Le qualità malvagie e maldestre già sorte in me non vengono abbandonate…” … “Le qualità abili non ancora sorte in me non sorgono…” … “Le qualità abili già sorte in me cessano porterebbe a ciò che non è benefico”, non prova scrupolo. Questo è il modo in cui si è privi di scrupolo.

«Questo è il modo in cui una persona priva di ardore, priva di scrupolo, è incapace del risveglio da sé, incapace del nibbāna, incapace di raggiungere la suprema salvezza dal giogo.

«E come si è ardenti? Vi è il caso in cui un monaco, (pensando,) “Il sorgere di qualità malvagie e maldestre non ancora sorte in me porterebbe a ciò che non è benefico”, suscita ardore. (Pensando,) “Le qualità malvagie e maldestre già sorte in me non vengono abbandonate…” … “Le qualità abili non ancora sorte in me non sorgono…” … “Le qualità abili già sorte in me cessano porterebbe a ciò che non è benefico”, suscita ardore. Questo è il modo in cui si è ardenti.

«E come si è scrupolosi? Vi è il caso in cui un monaco, (pensando,) “Il sorgere di qualità malvagie e maldestre non ancora sorte in me porterebbe a ciò che non è benefico”, prova scrupolo. (Pensando,) “Le qualità malvagie e maldestre già sorte in me non vengono abbandonate…” … “Le qualità abili non ancora sorte in me non sorgono…” … “Le qualità abili già sorte in me cessano porterebbe a ciò che non è benefico”, prova scrupolo. Questo è il modo in cui si è scrupolosi.

«Questo è il modo in cui una persona ardente e scrupolosa è capace del risveglio da sé, capace del nibbāna, capace di raggiungere la suprema salvezza dal giogo.»

Note


1 In Pali vi è un’allitterazione: «privo di ardore» è anātāpī; «privo di scrupolo», anottāpī. Il Venerabile Sāriputta si riferisce apparentemente qui all’insegnamento in Itivuttaka 34