Coloro che sono buddha e patriarchi sono sempre nel samādhi, lo stato simile al mare. Nuotando in questo samādhi, hanno momenti di predicazione, momenti di esperienza e momenti di movimento. La virtù del loro muoversi sulla superficie del mare include il movimento lungo il fondo stesso di quel [mare]: essi si muovono sulla superficie del…
Dal Dizionario
sāgaramudrāsamādhi
Pronunce
“Samādhi del sigillo dell’oceano” oppure “samādhi della riflessione oceanica”: uno stato di concentrazione (samādhi) spesso considerato emblematico della visione più profonda della realtà propria della scuola Huayan. L'”oceano-sigillo” è una metafora della mente pura e immobile, capace di riflettere tutti i fenomeni senza esserne mai influenzata, così come la superficie calma dell’oceano riflette tutte le cose dell’universo.
L’avatamsakasūtra include il sāgaramudrāsamādhi tra i diversi tipi di samādhi che menziona. Nel capitolo del Bodhisattva Samantabhadra, il primo dei dieci samādhi insegnati da questo bodhisattva è proprio il sāgaramudrāsamādhi: grazie al suo potere, un buddha può compiere ogni genere di opera per salvare gli esseri senzienti, come manifestarsi come buddha e usare numerosi mezzi abili (upāya) per guidarli.
Il capitolo delle “Dieci bhūmi” menziona il sāgaramudrāsamādhi come uno degli undici samādhi che sorgono nei bodhisattva che raggiungono il decimo stadio (bhūmi) del cammino. Il capitolo della “Manifestazione del Tathāgata” afferma che questo samādhi è così chiamato perché è come l’oceano che riflette le immagini di tutti gli esseri senzienti.
Nella tradizione dottrinale Huayan, il sāgaramudrāsamādhi occupa una posizione centrale. È considerato il samādhi generico che il Buddha realizza prima di iniziare l’esposizione delle diverse assemblee descritte nell’avatamsakasūtra; i sette samādhi successivi, che il Buddha realizza mentre predica l’insegnamento nelle otto assemblee, sono invece considerati samādhi specifici.
Zhiyan (602–668), secondo patriarca Huayan, associò il sāgaramudrāsamādhi all’insegnamento dell’unico veicolo (ekayāna), affermando che attraverso il “sigillo dell’oceano” si rivelano gli insegnamenti comuni e distintivi dell’unico veicolo, mentre gli insegnamenti dei tre veicoli (triyāna) sono rivelati dalla saggezza successivamente acquisita.
Fazang (643–712), terzo patriarca Huayan, formalizzò definitivamente il ruolo del sāgaramudrāsamādhi nel sistema dottrinale della scuola. Egli interpretò l’”oceano-sigillo” come l’illuminazione originaria della vera realtà (zhenru benjue), collegandolo all’”oceano della vera realtà della natura del dharma”.
Oltre all’avatamsakasūtra e alla scuola Huayan, anche altri sūtra menzionano il sāgaramudrāsamādhi. Il mahāprajñāpāramitāsūtra afferma che esso include tutti gli altri samādhi; il ratnakūṭasūtra insegna che dimorare in questo samādhi conduce al completo e perfetto risveglio (anuttarasamyaksaṃbodhi); il mahāsaṃnipātasūtra afferma infine che tramite esso si possono conoscere le funzioni mentali di tutti gli esseri e comprendere tutti i metodi di insegnamento (dharmaparyāya).
"The Princeton Dictionary of Buddhism"