Dal Dizionario

traidhātuka

In sanscrito, “triplice regno” o “tre regni [dell’esistenza]”. Designa l’insieme dei tre ambiti fondamentali del saṃsāra, entro i quali gli esseri rinascono in base al karma.

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In quel momento Śāriputra, osservando che non vi erano posti a sedere nella stanza di Vimalakīrti, pensò tra sé: «Tutti questi bodhisattva e principali discepoli — dove andranno a sedersi?»

L’uomo ricco Vimalakīrti, conoscendo ciò che aveva in mente, disse a Śāriputra: «Sei venuto qui per amore della Legge, o stai semplicemente cercando un posto a sedere?»

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In quel momento il Buddha disse a Mañjuśrī: «Devi andare a far visita a Vimalakīrti e informarti della sua malattia.»

Mañjuśrī rispose al Buddha: «Onorato dal Mondo, è molto difficile confrontarsi con quell’uomo eminente. È profondamente illuminato riguardo la vera natura della realtà e abile nel predicare gli elementi essenziali della Legge. La sua eloquenza non vacilla mai, la sua saggezza è libera da […]

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Il Buddha disse allora al bodhisattva Maitreya: «Devi andare a far visita a Vimalakīrti e informarti della sua malattia.»

Ma Maitreya rispose al Buddha: «Onorato dal Mondo, non sono in grado di fargli visita e informarmi della sua malattia. Perché? Perché ricordo come una volta in passato […]

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In quel tempo l’uomo ricco Vimalakīrti pensò tra sé: «Sono qui a letto malato. Perché l’Onorato dal Mondo nella sua grande compassione non mostra alcuna premura nei miei confronti?»

Il Buddha, consapevole di questo pensiero, disse a Śāriputra: «Devi andare a far visita a Vimalakīrti e informarti della sua malattia.»

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A quel tempo nella grande città di Vaiśālī viveva un uomo ricco di nome Vimalakīrti. In passato aveva già offerto elemosine a un numero incommensurabile di Buddha, aveva piantato profondamente le radici della bontà e aveva colto la verità della non-nascita. Senza impedimenti nella sua eloquenza, capace di spaziare con poteri trascendentali, padroneggiava pienamente gli espedienti mnemonici degli insegnamenti e aveva conseguito lo stato di impavidità.

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Coloro che sono buddha e patriarchi sono sempre nel samādhi, lo stato simile al mare. Nuotando in questo samādhi, hanno momenti di predicazione, momenti di esperienza e momenti di movimento. La virtù del loro muoversi sulla superficie del mare include il movimento lungo il fondo stesso di quel [mare]: essi si muovono sulla superficie del mare [sapendo] che questo è “muoversi lungo il fondo dell’oceano più profondo”. Cercare di far tornare alla sorgente le correnti incerte della vita e della morte non significa muoversi nell’ineffabile stato della mente. Benché i casi passati di superamento delle barriere e di rottura dei nodi siano stati, naturalmente, episodi individuali dei buddha e dei patriarchi stessi, allo stesso tempo ciascuno di essi era governato dal samādhi, lo stato simile al mare.