Dal Dizionario

bodhi

In sanscrito e pāli, “risveglio”, “illuminazione”; la conoscenza compiuta che rende possibile l’esperienza della liberazione (vimokṣa) dal ciclo delle rinascite. Si distinguono tre tipi di bodhi: quello dei buddha perfetti (samyaksaṃbodhi); quello dei pratyekabuddha, o “illuminati solitari” (pratyekabodhi); e quello degli śrāvaka, i discepoli (śrāvakabodhi). Il contenuto dell’esperienza di illuminazione è in sostanza la comprensione delle Quattro Nobili Verità (catvāry āryasatyāni): cioè la verità della sofferenza (duḥkha), la verità dell’origine della sofferenza (samudaya), la verità della cessazione della sofferenza (nirodha), e la verità del sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza (mārga).

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Senza Scrupolo

Anottāpī Sutta (SN16:2)

Ho udito che in un’occasione il Ven. Mahā Kassapa e il Ven. Sāriputta soggiornavano nei pressi di Vārāṇasī, nel Parco dei Cervi a Isipatana. Poi il Ven. Sāriputta, uscendo dal suo ritiro nel tardo pomeriggio, si recò dal Ven. Mahā Kassapa e, all’arrivo, scambiò con lui cortesi saluti. Dopo uno scambio di saluti e convenevoli amichevoli, si sedette da un lato.

Illusione e Sofferenza

La vita quotidiana è un’opportunità, un luogo in cui possiamo tornare all’unità e manifestare il tempo eterno; ma questo è un grande progetto per noi. Giorno dopo giorno dobbiamo scendere nel fango dell’illusione per manifestare il tempo eterno. L’illusione significa smarrirsi dalla purezza dell’unità e vedere gli esseri in termini di separazione. Con l’espressione di Dōgen Zenji, questo si chiama «entrare nel fango e nell’acqua».

Risveglio

Qual è la differenza tra subconscio e inconscio?

Nel Buddhismo vi sono sei forme di coscienza: alaya, manas[fn id="1"], e così via. La coscienza manas corrisponde più o meno all’inconscio collettivo di Jung. Ma Jung non praticava zazen, perciò non conosceva la coscienza hishiryo. Dalla sua esperienza personale conosceva soltanto la coscienza del cervello anteriore e forse qualcosa del cervello primitivo, perciò non fu in grado di andare molto lontano. Non era capace di praticare una vera meditazione e poteva studiare gli altri tipi solo come oggetti. E alla fine tutto si trasformò in null’altro che pensieri.

Commento a Un Estratto di “Essere-Tempo” di Dōgen

Dōgen Zenji comprende il tempo attraverso quattro punti chiave: tempo, essere, illuminazione e sé. Quando comprendiamo il tempo nel modo consueto, è piuttosto difficile avere una comunicazione profonda con amici, genitori, alberi, uccelli, la natura e tutti gli esseri senzienti, perché ci sentiamo separati e indipendenti dagli altri. Diventiamo egoistici e centrati su noi stessi, sempre alla ricerca del successo individuale. Così soffriamo, perché di momento in momento questo tipo di tempo fa a pezzi ogni cosa.

Itivuttaka 34

Questo fu detto dal Beato, detto dall’Arahant, così ho udito: «Monaci, una persona priva di ardore, priva di scrupolo, è incapace del risveglio da sé, incapace del nibbāna, incapace di raggiungere la suprema salvezza dal giogo. Una persona ardente e scrupolosa è capace del risveglio da sé, capace del nibbāna, capace di raggiungere la suprema salvezza dal giogo.»

【7】Non È Che Non Ci Sia L’Illuminazione

Il Maestro Mihu di Jingzhao disse a un monaco di andare dal Maestro Yangshan Huiji e di porgli questa domanda: «Un uomo che vive nel momento presente ha bisogno dell’illuminazione oppure no?»

Il Maestro Yangshan Huiji disse: «Non è vero se dico che non c’è illuminazione, ma non posso evitare di cadere in una coscienza duale».

Tornato dal Maestro Mihu, il monaco gli riferì ciò che il Maestro Yangshan aveva detto.

Il Maestro Mihu confermò fermamente le parole del Maestro Yangshan.