I fenomeni sono preceduti dalla mente, guidati dallla mente, formati dalla mente. Se parli o agisci con mente serena, la felicità ti segue— come un’ombra che mai si separa.
Dal Dizionario
dveṣa
Pronunce
In sanscrito, “avversione”, “ostilità” o “odio”; frequentemente scritto doṣa nel sanscrito ibrido buddhista, e strettamente sinonimo di “ostilità” (pratigha).
L’avversione è una delle contaminazioni più diffuse ed è elencata, ad esempio, tra le sei “afflizioni fondamentali” (kleśa), i dieci “vincoli” (saṃyojana), le dieci “tendenze latenti” (anuśaya), i cinque “ostacoli” (nīvaraṇa) e i “tre veleni” (triviṣa).
È inoltre uno dei quarantasei fattori mentali (caitta) secondo la scuola vaibhāṣika dell’sarvāstivāda abhidharma, uno dei cinquantuno secondo la scuola yogācāra e uno dei cinquantadue nell’abhidhamma pāli.
Nella psicologia buddhista, quando il contatto con gli oggetti sensoriali avviene “senza introspezione” (asaṃprajanya), sorgono la “passione” (rāga) o “brama” (lobha), l’”avversione” e/o l’”illusione” (moha). Nel caso dell’avversione — reazione psicologica associata a repulsione, resistenza e disprezzo attivo verso uno stimolo sgradevole — sorgono spesso emozioni derivate come “collera” (krodha), “rancore” (upanāha), “agitazione” (pradāsa), “invidia” (īrṣyā) e “crudeltà” (vihiṃsā): tutte hanno “l’avversione” come loro comune radice.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"