I fenomeni sono preceduti dalla mente, guidati dallla mente, formati dalla mente. Se parli o agisci con mente serena, la felicità ti segue— come un’ombra che mai si separa.
Dal Dizionario
moha
Pronunce
In sanscrito e pāli, “illusione”, “confusione”, “cecità mentale”, “stoltezza”. Come sinonimo di “ignoranza” (avidyā), moha indica la confusione fondamentale riguardo alla vera natura della concezione di una persona (pudgala) e del mondo fenomenico, costituendo così un’afflizione (kleśa) e una causa di futura sofferenza.
Moha compare frequentemente nella letteratura dei sūtra come uno dei “tre veleni” (triviṣa) o delle “tre radici non salutari” (akuśalamūla): vale a dire le kleśa della brama o sensualità (rāga o lobha), dell’odio o avversione (dveṣa) e dell’illusione (moha).
Moha è inoltre uno dei quarantasei fattori mentali (caitta) secondo la scuola sarvāstivāda–vaibhāṣika dell’abhidharma, ed è indicato come il primo delle sei “afflizioni fondamentali” o “fattori impuri di ampia estensione” (kleśamahābhūmika) associati a tutti i pensieri contaminati, insieme a negligenza (pramāda), pigrizia (kausīdya), mancanza di fede (āśraddhya), torpore (styāna) e irrequietezza (auddhatya).
È inoltre incluso tra i quattordici stati mentali non salutari (cetasika) dell’abhidhamma pāli. L’illusione è l’opposto della non-illusione (amoha), una degli undici fattori salutari (kuśaladharma) nell’elenco dei cento dharma (baifa) secondo la scuola yogācāra.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"