Una volta il venerabile e il venerabile dimoravano a Bārāṇasī, nel a . Allora il venerabile Mahākoṭṭhika, nel tardo pomeriggio, uscito dal ritiro in solitudine, si recò dal venerabile Sāriputta; giunto, scambiò saluti con il venerabile Sāriputta. Dopo aver scambiato parole cordiali e di cortesia, si sedette da una parte. Seduto da […]
Dal Dizionario
Kauṣṭhila
Pronunce
Uno dei principali discepoli arhat del Buddha, considerato il primo tra i suoi discepoli monaci per la conoscenza analitica (S. pratisaṃvid; P. paṭisambhidā), cioè del vero significato, del Dharma, del linguaggio e dell’arguzia pronta.
Durante il tempo di un buddha precedente, si dice che Kauṣṭhila fosse un ricco capofamiglia che udì per caso il Buddha lodare uno dei suoi discepoli come il primo nella conoscenza analitica. Fu allora che decise di raggiungere la stessa preminenza durante la dispensazione di un futuro buddha.
Secondo il racconto pāli, Kauṣṭhila/Koṭṭhita era figlio di una ricca famiglia di brāhmaṇa di Śrāvastī, esperto dei Veda, che si convertì ascoltando il Buddha predicare a suo padre. Entrò nel saṃgha e, assumendo un tema di meditazione (kammaṭṭhāna), raggiunse presto lo stato di arhat.
Kauṣṭhila è un frequente interlocutore nei nikāya e negli āgama e spesso intrattiene scambi dottrinali con Śāriputra, ad esempio su che cosa esista dopo il nirvāṇa o sulla qualità relativa dei vari tipi di liberazione (vimukti; P. vimutti). Altri argomenti su cui Kauṣṭhila discorre nei sūtra comprendono l’azione (karman); il sorgere dei fenomeni, l’ignoranza e la conoscenza; la natura dei sensi e degli oggetti dei sensi; la sorte degli arhat dopo la morte; le cose non rivelate dal Buddha; e così via.
In un’occasione, durante una discussione tra gli anziani, scoppiò una disputa tra Kauṣṭhila e un monaco di nome Citta. Citta interrompeva continuamente la discussione insistendo sulle proprie opinioni, al punto che Kauṣṭhila dovette ricordargli di lasciare parlare gli altri. I sostenitori di Citta obiettarono che le opinioni del loro beniamino erano eminentemente valide; ma Kauṣṭhila replicò che non solo le opinioni di Citta erano errate, ma che presto avrebbe rifiutato gli insegnamenti del Buddha e lasciato l’ordine. La reputazione di Kauṣṭhila ne uscì rafforzata quando gli eventi si svolsero esattamente come aveva predetto. Śāriputra teneva Kauṣṭhila in così alta stima da lodarlo in tre versi conservati nel Theragāthā pāli. La sua fama era tale che nella tradizione è spesso noto come Kauṣṭhila il Grande (Mahākauṣṭhila; P. Mahākoṭṭhita).