Dal Dizionario

upāya

In sanscrito e pāli, “stratagemma”, “metodo”; termine con almeno quattro importanti accezioni: (1) come sinonimo di “mezzi abili” (upāyakauśalya); (2) come termine generale per indicare le attività necessarie al conseguimento della buddhità; e (3) come una delle due componenti essenziali del sentiero, insieme alla “saggezza” (prajñā). In quest’ultima accezione, il metodo si riferisce alle azioni che un bodhisattva compie a beneficio di tutti gli esseri senzienti. Secondo questa formulazione, le varie azioni che rientrano nella categoria dell’upāya sono dette fruttificare nel rūpakāya di un buddha, mentre lo sviluppo della prajñā da parte del bodhisattva è detto fruttificare nel suo dharmakāya. (4) Nel tantra buddhista, la superiorità del sentiero esoterico del vajrayāna rispetto al sentiero essoterico nel condurre alla buddhità viene spesso attribuita alla superiorità degli stratagemmi o metodi esposti nei tantra, rispetto a quelli presenti nei sūtra. Nel tantra, l’upāya è associato al maschile e la prajñā al femminile.

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