Dal Dizionario

bodhisattva

In sanscrito, letteralmente “essere dell’illuminazione”. L’etimologia è incerta, ma il termine viene comunemente spiegato come “un essere (sattva) determinato a conseguire l’illuminazione (bodhi)”, ossia un essere che ha preso la risoluzione di diventare un Buddha. Nelle scuole buddhiste antiche, il Buddha si riferisce a se stesso, nelle sue molte vite precedenti all’illuminazione, come a un bodhisattva; il termine è quindi generalmente riservato al Buddha storico prima del suo risveglio. Nelle tradizioni del Mahāyāna, invece, bodhisattva indica qualunque essere che abbia deciso di generare la bodhicitta e di seguire il veicolo dei bodhisattva (bodhisattvayāna) verso il conseguimento della buddhità.

"The Princeton Dictionary of Buddhism"

Articoli Correlati

修証義
SHUSHŌGI

Il Significato di Pratica e Verifica

La questione più importante per tutti i buddhisti è comprendere a fondo il significato della nascita e della morte. Se il Buddha è dentro la nascita e la morte, non vi sono nascita né morte. Capire semplicemente che nascita e morte sono in sé stesse nirvana significa che non vi è nascita né morte da odiare, né nirvana da desiderare. Solo allora, per la prima volta, saremo liberati dalla nascita e dalla morte. Padroneggiare questa questione è di suprema importanza.

Otto Versi per la Trasformazione del Pensiero

Composto da Geshe Langri Tangpa nel XII secolo nel solco della tradizione del Buddhismo Tibetano, gli Otto Versi per la Trasformazione del Pensiero sono uno strumento pensato per lo sviluppo della bodhicitta– il pensiero che aspira all’illuminazione —il cui sorgere è detto segni l’inizio del percorso del bodhisattva.

Prajñāpāramitā

Perfezione della Saggezza

La parola prajñā è il sanscrito per “saggezza” ed è una combinazione di pra, che significa “prima,” e jñā, che significa “conoscere.” Dalla stessa combinazione, i Greci ottennero pro-gnosi. Ma mentre i Greci si riferivano alla conoscenza di ciò che ci sta davanti, ovvero il futuro corso degli eventi, i buddhisti dell’antica India si riferivano […]

Il Sutra del Diamante

La Perfezione della Saggezza

Così ho udito: Una volta il Bhagavan dimorava vicino a Shravasti nel Giardino di Anathapindada, nella Foresta di Jeta, insieme all’intera assemblea di 1250 bhikshu e a un gran numero di intrepidi bodhisattva.

Un giorno, prima di mezzogiorno, il Bhagavan indossò la sua veste rattoppata, prese la sua ciotola ed entrò nella capitale di Shravasti per le offerte. Dopo aver mendicato il cibo nella città e aver consumato il suo pasto di riso, ritornò dal suo giro quotidiano nel pomeriggio, ripose la veste e la ciotola, si lavò i piedi e si sedette sul seggio designato. Dopo aver incrociato le gambe e sistemato il corpo, rivolse la sua consapevolezza a ciò che aveva davanti.