«Vi sono, monaci, forme conoscibili tramite l’occhio — gradevoli, piacevoli, deliziose, care, allettanti, legate al desiderio sensuale. Se un monaco le gusta, le accoglie con favore e vi resta avvinto, si dice che è un monaco incatenato alle forme conoscibili tramite l’occhio. Egli è passato dalla parte di Māra; è caduto in potere di Māra.…
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Mārapāsa Sutta (SN 35:115)
Malato
Gilāna Sutta (SN 35:74)
Presso Sāvatthī. Allora un certo monaco si recò dal Beato e, giunto alla sua presenza, dopo avergli reso omaggio, si sedette a un lato. Seduto lì, disse al Beato: «Signore, in tale e tale dimora vi è un certo monaco — di recente ordinazione, poco conosciuto — che è malato, sofferente, gravemente infermo. Sarebbe bene che il Beato andasse a visitare quel monaco, per compassione verso di lui.»
In Breve
Saṅkhitta Sutta (AN 8:70)
Allora un certo monaco si recò dal Sublime e, giunto al suo cospetto, dopo essersi prostrato, si sedette da un lato. Mentre era seduto lì, disse al Sublime: «Sarebbe bene se il Sublime mi insegnasse il Dhamma in breve, affinché, avendo udito il Dhamma dal Sublime, io possa dimorare in solitudine: vigile, ardente e risoluto»
Il Discorso Minore sulla Vacuità
Cūḷa Suññata Sutta (MN 121)
Ho udito che in un’occasione il Sublime soggiornava presso Sāvatthī, nel Monastero Orientale, il palazzo della madre di Migāra. Allora il venerabile Ānanda, emergendo dal suo ritiro nella sera, si recò dal Sublime e, giunto al suo cospetto, dopo essersi prostrato, si sedette da un lato. Mentre era seduto lì, disse al Sublime: «In un’occasione, quando il Sublime soggiornava tra i Sakya in una città dei Sakya chiamata Nagaraka, là — al cospetto del Sublime — ho udito questo, al suo cospetto ho appreso questo: “Ora dimoro pienamente in una dimora di vacuità”. L’ho udito correttamente, l’ho appreso correttamente, vi ho posto attenzione correttamente, lo ricordo correttamente?»
Senza Scrupolo
Anottāpī Sutta (SN16:2)
Ho udito che in un’occasione il Ven. Mahā Kassapa e il Ven. Sāriputta soggiornavano nei pressi di Vārāṇasī, nel Parco dei Cervi a Isipatana. Poi il Ven. Sāriputta, uscendo dal suo ritiro nel tardo pomeriggio, si recò dal Ven. Mahā Kassapa e, all’arrivo, scambiò con lui cortesi saluti. Dopo uno scambio di saluti e convenevoli amichevoli, si sedette da un lato.
Dhammapada XII: Sé
Se tieni a te stesso,
allora proteggiti, proteggiti bene.
Il saggio veglia su se stesso
con cura,
in ciascuna delle tre veglie della notte,
nei tre stadi della vita.
Dhammapada XI: Vecchiaia
Quale riso, quale gioia,
quando tutto è in fiamme?
Avvolti nell’oscurità,
non cercate forse una lampada?
Dhammapada X: Il Bastone
Tutti
tremano al bastone,
tutti
temono la morte.
Traendo il paragone con
te stesso,
né uccidere né indurre altri a uccidere.
Tutti
tremano al bastone,
tutti
tengono cara la propria vita.
Traendo il paragone con
te stesso,
né uccidere né indurre altri a uccidere.
Dhammapada IX: Il Male
Sii sollecito nel fare ciò che è ammirevole. Trattieni la mente da ciò che è male. Quando sei lento nel creare merito, il male compiace la mente.
Dhammapada VIII: Migliaia
Meglio che vi siano migliaia di parole prive di senso è una sola parola significativa che, udita, porta pace.