Dal Dizionario
āyatana
Pronunce
In sanscrito e pāli, “campi sensoriali” o “basi della cognizione”. In ambito epistemologico, i dodici āyatana, che fungono da base per la produzione della coscienza, sono le sei basi sensoriali interne, ossia gli organi di senso (le “facoltà” o indriya: occhio, orecchio, naso, lingua, corpo e mente) e i sei oggetti sensoriali esterni (i “supporti oggettivi” o ālambana: forme, suoni, odori, sapori, oggetti tangibili e fenomeni mentali).
Il contatto (sparśa) tra una base sensoriale e il suo oggetto corrispondente dà luogo a specifiche coscienze sensoriali (vijñāna); per questo motivo, gli āyatana sono considerati l’”accesso” (āya) della mente e degli stati mentali.
Nel contesto della catena dei dodici anelli dell’origine dipendente (pratītyasamutpāda), gli āyatana sono generalmente descritti come comprendenti soltanto le sei basi sensoriali interne. I dodici āyatana costituiscono inoltre i primi dodici dei diciotto elementi (dhātu).
Gli āyatana rappresentano una delle tre grandi tassonomie dei fattori (insieme a skandha e dhātu) presenti nei sūtra, e riflettono uno stadio più arcaico della classificazione dei dharma rispetto alle analisi più elaborate sviluppate nella successiva letteratura abhidharma.
In parole composte come ākāśānantyāyatana, abhibhavāyatana e simili, āyatana assume il significato più generale di “stadio” o “livello”.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"
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