Dal Dizionario

āyatana

In sanscrito e pāli, “campi sensoriali” o “basi della cognizione”. In ambito epistemologico, i dodici āyatana, che fungono da base per la produzione della coscienza, sono le sei basi sensoriali interne, ossia gli organi di senso (le “facoltà” o indriya: occhio, orecchio, naso, lingua, corpo e mente) e i sei oggetti sensoriali esterni (i “supporti oggettivi” o ālambana: forme, suoni, odori, sapori, oggetti tangibili e fenomeni mentali).

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Cūḷa Suññata Sutta (MN 121)

Ho udito che in un’occasione il Sublime soggiornava presso Sāvatthī, nel Monastero Orientale, il palazzo della madre di Migāra. Allora il venerabile Ānanda, emergendo dal suo ritiro nella sera, si recò dal Sublime e, giunto al suo cospetto, dopo essersi prostrato, si sedette da un lato. Mentre era seduto lì, disse al Sublime: «In un’occasione, quando il Sublime soggiornava tra i Sakya in una città dei Sakya chiamata Nagaraka, là — al cospetto del Sublime — ho udito questo, al suo cospetto ho appreso questo: “Ora dimoro pienamente in una dimora di vacuità”. L’ho udito correttamente, l’ho appreso correttamente, vi ho posto attenzione correttamente, lo ricordo correttamente?»