Dal Dizionario
dharmameghā
Pronunce
In sanscrito, “nuvola di dharma”, il decimo e ultimo “terreno” o stadio (bhūmi) del sentiero del bodhisattva, immediatamente prima del raggiungimento della buddhità.
Sulla bhūmi dharmameghā, il bodhisattva è sul punto di raggiungere il corpo del dharma (dharmakāya) vasto come il cielo, diventa autonomo nell’interagire con tutti i fattori materiali e mentali, e acquisisce una conoscenza che pervade ogni cosa, la quale fa cadere come pioggia da una nuvola l’eccellente dharma, nutrendo il mondo intero e aumentando il raccolto di virtù per gli esseri senzienti. Questo stadio viene descritto anche come pervaso dall’assorbimento meditativo (dhyāna) e dalla padronanza nell’uso delle dhāraṇī, proprio come il cielo è ricoperto di nuvole. Secondo il Cheng weishi lun (*Vijñaptimātratāsiddhiśāstra; cap. 11), ciascuno dei dieci stadi del sentiero del bodhisattva conduce al raggiungimento di uno dei dieci tipi di tathatā (tathatā); questi vengono realizzati abbandonando uno dei dieci tipi di ostacoli (āvaraṇa) tramite la pratica di una delle dieci perfezioni (pāramitā). Nel caso della bhūmi dharmameghā, l’ostacolo del non aver ancora acquisito la padronanza su tutti i dharma (fa wei zizai zhang) viene rimosso attraverso la perfezione della conoscenza (jñānapāramitā), conducendo alla tathatā che funge da supporto per la padronanza sull’azione (ye zizai deng suoyi zhenru; *kriyādivaśitāsaṃniśrayatathatā) e alla capacità del bodhisattva di far maturare le menti degli esseri senzienti. Il decimo stadio elimina così ogni illusione residua riguardo all’uso delle conoscenze o poteri sovrannaturali (abhijñā) o dei misteri sottili, conferendo al bodhisattva piena autonomia nel manipolare tutti i dharma. In quanto stadio culminante del “sentiero della coltivazione” (BHĀVANĀMĀRGA), la bhūmi dharmameghā contiene ancora gli ultimi e più sottili residui degli ostacoli cognitivi (jñeyāvaraṇa). Questi ostacoli verranno completamente eliminati tramite la concentrazione simile al diamante (vajropamasamādhi), che segna la transizione verso il “sentiero ultimo” (niṣṭhāmārga), o “sentiero in cui non è più necessario alcun addestramento” (aśaikṣamārga), cioè un undicesimo stadio dei buddha (tathāgatabhūmi) talvolta noto anche come “universalmente luminoso” (samantaprabhā).
Articoli Correlati
Nessun articolo trovato.