Dogen Zenji ci incoraggia costantemente ad andare oltre la nostra abituale comprensione del tempo e a vedere il tempo reale. Che cos’è il tempo reale? Il tempo reale è visto come l’armonia delle dodici ore della vita quotidiana e la sorgente di quelle dodici ore chiamata senza-tempo. La parola armonia significa che il tempo è…
Dal Dizionario
karuṇā
Pronunce
In sanscrito e pāli, “compassione” o “empatia”; il desiderio che gli altri siano liberi dalla sofferenza, distinto dalla benevolenza amorevole (maitri; P. mettā), ossia il desiderio che gli altri siano felici. La compassione è elencata come la seconda delle quattro dimore divine (brahmavihara), insieme a benevolenza amorevole, gioia compartecipe (mudita) ed equanimità (upeksha).
Come uno dei quaranta oggetti di meditazione (P. kammatthana), la compassione è impiegata solo per la coltivazione della tranquillità (shamatha), non dell’intuizione penetrativa (vipashyana). Essa va sviluppata nel seguente modo: colmando la mente di compassione, si pervade il mondo con essa, prima in una direzione, poi in una seconda, una terza, una quarta, quindi sopra, sotto e tutt’intorno.
Tra le quattro dimore divine, la compassione, insieme alla benevolenza amorevole e alla gioia compartecipe, è capace di produrre i primi tre dei quattro stadi di assorbimento meditativo (dhyana). Questa nozione buddhista “ordinaria” di compassione va distinta dalla “grande compassione” (mahakaruna) del bodhisattva, la cui compassione lo ispira a sviluppare bodhicitta, l’aspirazione a conseguire la buddhità per liberare tutti gli esseri dalla sofferenza.
Questa grande compassione si distingue sia per la sua estensione (tutti gli esseri senzienti) sia per la sua modalità d’azione (si cerca personalmente di rimuovere la sofferenza altrui). Essa diviene così la forza motivante primaria che consente al bodhisattva di sopportare i tre eoni incalcolabili (asamkhyeyakalpa) necessari a portare a compimento il cammino verso la buddhità. Nella letteratura Mahāyāna sono presentate numerose tecniche per sviluppare la compassione, tra cui il riconoscere la gentilezza ricevuta dagli altri esseri nelle vite passate.
"The Princeton Dictionary of Buddhism"