Dal Dizionario

tṛṣṇā

In sanscrito, letteralmente “sete”, e indica il “desiderio” o la “brama”: il desiderio di non separarsi da sensazioni piacevoli, il desiderio di separarsi da sensazioni dolorose e il desiderio che le sensazioni neutre non vengano meno.

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A Sunakkhatta

Sunakkhatta Sutta (MN 105)

Ho udito che in un’occasione il Beato dimorava presso Vesālī, nella Sala dal Tetto a Punta, nella Grande Foresta. Ora, a quel tempo, un gran numero di monaci aveva dichiarato la gnosi finale alla presenza del Beato: «Discerniamo che “La nascita è finita, la vita santa è compiuta, il compito è concluso. Non vi è nulla di ulteriore per il bene di questo mondo.”»

Al Bramino Uṇṇābha

Brahmaṇa Sutta (SN 51:15)

Ho udito che in un’occasione il Ven. Ānanda soggiornava nei pressi di Kosambī, al monastero di Ghosita. Poi Uṇṇābha il bramino si recò dal Ven. Ānanda e, all’arrivo, lo salutò cortesemente. Dopo uno scambio di saluti e convenevoli amichevoli, si sedette da un lato. Seduto lì, disse al Ven. Ānanda: «Maestro Ānanda, qual è lo scopo della vita santa vissuta sotto Gotama il contemplativo?»