«Monaci, per chi dice: “In qualunque modo una persona compia il , così esso viene sperimentato”, non vi è possibilità di vivere la , non vi è occasione per la giusta cessazione della sofferenza. Ma per chi dice: “Quando una persona compie il kamma in modo tale da doverlo sentire in un certo modo, così […]
Dal Dizionario
durgati
Pronunce
In sanscrito, “destinazioni sfortunate”. Queste destinazioni si riferiscono alle rinascite sfortunate o sfavorevoli (apāya) che si verificano come conseguenza del compimento di azioni demeritorie (akuśalakarman).
Nella letteratura si trova tipicamente un elenco di tre (o talvolta quattro) di queste destinazioni: (1) abitante dell’inferno (S. nāraka; P. nerayika), (2) animale (S. tiryak; P. tiracchāna), (3) spettro affamato (S. preta; P. peta), e (4) semidio o titano (asura). Secondo l’Abhidharmakośabhāṣya, gli otto inferni caldi e gli otto inferni freddi sono il luogo più basso sotto Jambudvīpa; gli spettri affamati sono governati da Yama e vivono principalmente in una regione a cinquecento yojana sotto di essa (uno yojana è la distanza che una coppia di buoi può trainare un carro in un giorno); gli animali vivono principalmente sulla terra, nell’acqua e nell’aria. Le durate di vita degli esseri nelle destinazioni sfortunate sono le più lunghe negli inferni e le più brevi per gli animali. La durata di vita dell’inferno più alto, il meno doloroso, è di cinquecento anni calcolati come segue: cinquanta giorni umani costituiscono un giorno nella vita di una divinità del livello più basso del regno del desiderio (kāmadhātu), la quale vive cinquecento anni; un giorno nell’inferno più alto equivale alla durata di vita di quel dio. La durata della vita diventa ancora più severa per gli inferni inferiori. Un giorno per uno spettro affamato che vive cinquecento anni corrisponde a un mese per un essere umano. Le durate di vita degli animali variano ampiamente: alcune sembrano quasi evanescenti secondo gli standard umani, mentre altre, come il nāga, sono presumibilmente in grado di vivere per un eone (kalpa). Cfr. anche apāya; bhavacakra.