Dal Dizionario

saṃskāra

In sanscrito, termine polisemico variamente tradotto come “formazione”, “volizione”, “azione volitiva”, “condizionato”, “fattori condizionanti”. Nel suo uso più passivo (vedi samskrta, pāli: saṅkhata), saṃskāra si riferisce a tutto ciò che è formato, condizionato o portato all’esistenza. In questa accezione antica, il termine designa tutte le cose e le persone sorte in dipendenza da cause e condizioni. È in questo senso che il Buddha affermò: “tutti i fenomeni condizionati (saṃskāra) sono impermanenti” (anityah sarvasaṃskārah), il primo dei quattro criteri che “sigillano” una visione come autenticamente buddhista (vedi caturnimitta).

"The Princeton Dictionary of Buddhism"

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Il Discorso Minore sulla Vacuità

Cūḷa Suññata Sutta (MN 121)

Ho udito che in un’occasione il Sublime soggiornava presso Sāvatthī, nel Monastero Orientale, il palazzo della madre di Migāra. Allora il venerabile Ānanda, emergendo dal suo ritiro nella sera, si recò dal Sublime e, giunto al suo cospetto, dopo essersi prostrato, si sedette da un lato. Mentre era seduto lì, disse al Sublime: «In un’occasione, quando il Sublime soggiornava tra i Sakya in una città dei Sakya chiamata Nagaraka, là — al cospetto del Sublime — ho udito questo, al suo cospetto ho appreso questo: “Ora dimoro pienamente in una dimora di vacuità”. L’ho udito correttamente, l’ho appreso correttamente, vi ho posto attenzione correttamente, lo ricordo correttamente?»

Origine

Samudaya Sutta

Così ho udito: In una certa occasione il Beato dimorava presso Sāvatthī, nel Bosco di Jeta, nel monastero di Anāthapiṇḍika. Là si rivolse ai monaci: «Monaci!» «Sì, venerabile signore», risposero i monaci. Il Beato disse: «Vi insegnerò e analizzerò l’origine e la cessazione dei quattro fondamenti della consapevolezza. Ascoltate e prestate attenta attenzione. Ora parlerò.»